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Vittime dell’immigrazione

· ​Cinque cadaveri di migranti recuperati al largo della Tunisia ·

Aumenta la pressione al confine tra Serbia e Ungheria

Dal Mediterraneo alla Manica, il dramma dell’immigrazione segna in profondità l’Europa. La Guardia costiera tunisina ha recuperato ieri i cadaveri di cinque migranti al largo di Ben Guerdane, nella Tunisia meridionale. 

Migrante  al confine con la Serbia (Afp)

Oggi un migrante è morto nel tunnel che attraversa la Manica: stava cercando di raggiungere la Gran Bretagna. Appena pochi giorni fa, il 4 luglio, circa 150 migranti avevano cercato di accedere al tunnel sotto la Manica dal lato francese, a Calais, provocando ritardi sia al servizio passeggeri che a quello merci. In queste ultime settimane la pressione migratoria è aumentata in tutto il vecchio continente. Nei giorni scorsi quasi 1600 migranti sono entrati in Ungheria, tutti attraverso il confine con la Serbia. Circa duecento di essi, secondo quanto ha riferito la polizia magiara citata dall’agenzia serba Tanjug, erano bambini e minori. Gran parte dei migranti — hanno precisato le fonti — provengono da Afghanistan, Siria, Pakistan. Dall’inizio dell’anno in Ungheria sono giunti oltre 60.000 migranti: il Governo di Budapest — sottolineando l’inadeguatezza delle proprie strutture ricettive — aveva annunciato qualche tempo fa l’intenzione di erigere una barriera alta quattro metri lungo i 175 chilometri della frontiera con la Serbia per contrastare il flusso di migranti. Proposta, questa, successivamente ritirata.

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16 luglio 2019

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