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Vittime
dell’ignoranza

· Monsignor Pontier e la paura del fatto religioso ·

Parigi, 11. È l’ignoranza il dramma del mondo di oggi: rende vulnerabili all’estremismo e alla manipolazione. «Molti concittadini sono incapaci di parlare nella giusta maniera delle tradizioni presenti nel nostro paese, compresa quella, la tradizione ebraico-cristiana, che ha più segnato la sua storia». 

Non risparmia le critiche verso una laicità tesa a escludere le religioni dalla sfera pubblica l’arcivescovo di Marsiglia, Georges Pontier, presidente della Conferenza episcopale francese, che, in un’intervista al quotidiano «La Croix», affronta la questione del ruolo delle fedi, specialmente dell’islam, all’interno della società. L’occasione è il centododicesimo anniversario della storica legge sulla separazione fra le Chiese e lo Stato, promulgata il 9 dicembre 1905. Legge che, all’articolo 1, assicura la libertà di coscienza e garantisce il libero esercizio dei culti, e, all’articolo 2, non riconosce né stipendia né sovvenziona alcun culto.

«Chi è in grado di parlare per più di un minuto di Maria o di Gesù Cristo? Chi è capace di contemplare un edificio o un dipinto religioso, di goderne, comprendendone il significato?», si chiede monsignor Pontier, preoccupato di questa «non conoscenza» causata «dall’esclusione delle religioni dalla scuola e dall’università, a differenza dei nostri vicini europei che le considerano come oggetto di studio fra gli altri. Abbiamo talmente paura del religioso che preferiamo ignorarlo piuttosto che insegnarlo. Ma l’ignoranza non è mai superiore alla conoscenza», commenta il presule.

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13 dicembre 2018

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