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Sofia senza numero

· Romanzo di formazione nel mondo di oggi ·

«Scrivere come preghiera: ti aspetto, sono qui, non me ne vado, torna»: queste le parole che la protagonista di L’anonima fine di radice quadrata, (opera di un autore giovane, Alessandro Mari, Milano, Bompiani, 2015, pagine 322, euro 18) la quindicenne Sofia, studentessa di una cittadina sul mare, scrive nell’ultimo capitolo.

Lo si può considerare una sorta di romanzo di formazione adolescenziale, ambientato nel mondo di oggi, fra ragazzi che seguono distrattamente la scuola, ma che invece sono molto più impegnati nella musica, nei veloci flirt, e soprattutto nello scambio continuo di messaggi e fotografie via Iphone. Lo scrive Lucetta Scaraffia aggiungendo che il libro parla di una vita vissuta coralmente sui social network, in cui l’unica cosa che conta è l’opinione dei coetanei. Sembrano vivere quasi in un mondo a parte. I genitori sono distratti dalla corsa all’affermazione professionale, dalla ricerca di un partner affettivo dopo il divorzio, se benestanti. I poveri, quelli che hanno perso il lavoro per la crisi, non divorziano invece, ma manifestano altre forme di assenza dalla vita di famiglia. Specialmente i padri: non è un caso che i due protagonisti si siano legati entrambi ad una figura paterna di supporto, il nonno e lo zio, entrambi morti.

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20 ottobre 2019

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