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Vita di un traghettatore

· Il diario spirituale del vescovo Enrico Bartoletti ·

Paolo VI saluta l’arcivescovo Bartoletti

Roberto Pertici approfondisce la figura di Enrico Bartoletti nella Chiesa italiana degli anni Cinquanta e Sessanta, nel periodo del concilio Vaticano II e del post-concilio: prima come vescovo ausiliare, poi amministratore apostolico sede plena, infine (per pochi mesi) arcivescovo nella diocesi di Lucca, poi come segretario generale della Cei, dal settembre 1972 alla morte nel marzo 1976. La sua azione pastorale aveva un complesso retroterra spirituale e religioso, che emerge nitidamente dal suo diario spirituale recentemente pubblicato (In spe fortitudo. Diario spirituale 1933-1975, a cura di Marcello Brunini, introduzione di Agostino Giovagnoli, Bologna, Edb, 2013, pagine 206, euro 18,50). Le prime pagine risalgono al 1933, quando, diciassettenne, è Bartoletti alunno del seminario fiorentino del Cestello. L’ultima è del 19 dicembre 1975, a pochi mesi dalla sua morte improvvisa. Bartoletti è il tipico vescovo del concilio, anzi fu in qualche modo il “traghettatore” della Chiesa italiana sulla sponda conciliare.

 

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22 settembre 2018

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