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Visioni dell’altro mondo dalla Genesi a John Lennon

· Come i cristiani nei secoli hanno disegnato l’Eden indicandone l’ubicazione esatta sulla terra ·

Stati Uniti d’America, 9 settembre 1971. Esce Imagine di John Lennon, un invito alla pace intriso di musica e poesia, mentre intorno infuria la guerra in Vietnam, incombe la minaccia nucleare, incalza l’avidità planetaria delle multinazionali: «Immagina che non ci sia nessun paradiso, provaci, non è poi così difficile, immagina che non ci sia nessun inferno sotto di noi; sopra di noi solo il cielo. Immagina che tutti vivano solo nel presente». Imagine vola in testa alle classifiche, ma è veramente facile, persino possibile, immaginare un mondo senza altri mondi? Un mondo senza inferno o paradiso e solo il cielo sopra di noi?

Carta del mondo da un manoscritto dell’Apocalisse di Beato di Liébana (inizi del XII secolo)

Se guardiamo alla storia delle religioni sembrerebbe proprio di no: in tanti luoghi e in tutte le epoche gli uomini hanno sempre “immaginato” un altrove dopo i limiti della geografia e un istante oltre i confini della storia, a cui hanno dato il nome di un loro paradiso. Tutte le religioni, tutte le civiltà, tutte le letterature hanno narrato di tempi felici e descritto contrade remote allietate da perpetue primavere e fontane di immortalità. Chi ha avuto il dono della fede evangelica sa che il regno dei cieli è già qui, nella vita sacramentale della Chiesa e nella gioia d’amore dell’anima, e che un paradiso perfetto comunque lo attende, secondo modalità misteriose e imprevedibili, promesso dal Cristo crocifisso. Anche chi ha voluto sostenere che oltre l’universo visibile non c’è proprio niente da scoprire o da godere ha poi cercato di aprire una sua finestra su un altrove felice, come in realtà ha fatto anche John Lennon, auspicando un mondo senza violenze, senza religioni e senza i concetti di inferno e paradiso.

In forme profane o apertamente religiose l’umanità ha sempre immaginato una felicità perfetta proiettata in un tempo passato o in un’eternità futura oppure estesa in un luogo remoto nel presente.

Questa nostalgia universale ha assunto nella tradizione cristiana d’occidente una forma cartografica. Nei secoli passati i cristiani hanno disegnato le loro mappe del paradiso, indicando un paradiso particolare: il Giardino dell’Eden descritto nel Libro della Genesi, con il quale inizia il resoconto biblico della storia umana.

Alessandro Scafi

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