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Virtù della laicità

· Gli attacchi ai cristiani al centro della plenaria dei vescoi indiani ·

«La politica è una cosa buona, ma non quella basata sul voto. Se l’intera comunità indù in India avesse deciso di essere settaria, i cristiani, i musulmani e i sikh non sarebbero stati al sicuro. Invece, grazie a Dio, la maggioranza degli indù è laica. 

La virtù della laicità deve essere proclamata da tutti». Parole dell’arcivescovo maggiore di Trivandrum dei Siro-Malankaresi, cardinale Baselios Cleemis Thottunkal, presidente della Catholic Bishops’ Conference of India (Cbci), che in una dichiarazione rilasciata prima dei lavori dell’assemblea plenaria — apertasi mercoledì scorso a Bangalore, capoluogo dello Stato indiano di Karnataka — ha voluto sottolineare una delle preoccupazioni dell’episcopato, ovvero l’importanza della laicità del Paese, di fronte a una lunga serie di violenze e attacchi nei confronti della comunità cristiana a opera dei fondamentalisti indù.

Nel corso dei lavori è arrivata la tragica notizia dei fatti accaduti nello Yemen. I vescovi hanno espresso «preoccupazione, sdegno e dolore per il vile attacco» nel quale sono morte quattro suore della Congregazione delle missionarie della carità e si sono detti allarmati anche per la sorte del salesiano indiano Tom Uzhunnalil, sequestrato e tutt’ora nelle mani dei terroristi che hanno compiuto il massacro.

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18 settembre 2019

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