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Viotto tra Maritain e Montini

Noto soprattutto come uno dei maggiori studiosi di Jacques Maritain, è morto mercoledì 4, all’età di 93 anni, nella sua casa di Varese, il filosofo torinese Piero Viotto. Quella per il filosofo francese fu una passione intellettuale che fortemente caratterizzò il pensiero e le opere di Viotto. Quando si aveva nostalgia dello “Stato cattolico”, Maritain — ricordava il filosofo torinese — anticipò il concilio Vaticano II e il magistero dei Papi che poi lo realizzarono, a partire da Paolo vi, grande amico del pensatore francese. Il lavoro scientifico su Maritain si concretizzò, in particolare, nel Dizionario delle opere, edito da Città Nuova. 

E la sua stima e devozione per Paolo vi trovò felice realizzazione, tra l’altro, in Paolo vi - Jacques Maritain: un’amicizia intellettuale (2014) e in Giovanni Battista Montini - Paolo vi: Scritti di filosofia e di spiritualità (2016). Viotto fu poi prolifico autore di saggi e articoli: anche in questo ambito spicca la predilezione per Montini e Maritain. Come dimostrano, tra gli altri, il saggio Il tomismo come “realismo critico” in G.B. Montini - Paolo vi (1998) apparso nella «Rivista di filosofia neoscolastica», e quello comparso nel 2012 sul «Notiziario dell’Istituto Paolo vi» con il titolo Montini - Paolo vi nella corrispondenza tra Charles Journet e Jacques Maritain. Da ricordare che fin dalla fondazione, Viotto fece parte del consiglio scientifico dell’Institut International Jacques Maritain di Roma.

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20 agosto 2019

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