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Violenze senza tregua

· Centinaia di migliaia di sfollati in Siria centrale a causa dei combattimenti ·

Allarme della Nato per minacce jihadiste nel Mediterraneo

Sempre più difficile la crisi nella Siria centrale, dove da almeno una settimana i combattimenti si sono intensificati. Sono oltre 120.000 le persone in fuga da Aleppo, Hama e Idlib. In base agli ultimi dati diffusi dalle Nazioni Unite, la strada che collega Hama ad Aleppo è inaccessibile dallo scorso 23 ottobre e questo crea grosse difficoltà ad almeno 700.000 persone che vivono nell'area. 

Un bambino ferito a Damasco (Epa)

Scarseggiano i generi di prima necessità, mentre aumentano le violenze. «Continuano attacchi aerei su strutture mediche e ospedali», ha riferito una fonte dell’Onu citata dalle agenzie. Oltre 250.000 persone hanno perso la vita nella crisi siriana scoppiata nel marzo del 2011, mentre circa 3,9 milioni sono i rifugiati e almeno 7,6 milioni sono gli sfollati interni, secondo i dati del palazzo di Vetro. Circa tredici milioni di persone necessitano di assistenza umanitaria e di protezione. In soli dieci mesi si è registrato un aumento di 1,2 milioni di persone che necessitano di aiuti. Dalla Nato, intanto, arriva un nuovo allarme jihadismo legato al cosiddetto Stato islamico (Is). «Dobbiamo essere pronti alle sorprese, essere capaci di gestire l’imprevedibile» ha detto ieri Jens Stoltenberg, segretario generale della Nato. Stoltenberg ha parlato di un imminente pericolo che proviene dall’Africa e che riguarda specialmente i Paesi dell’Alleanza che si affacciano sul Mediterraneo, in particolare Italia e Spagna. Alla questione del jihadismo e sulla crisi siriana è stato dedicato anche il colloquio tra il presidente russo, Vladimir Putin, e il capo dello Stato turco, Recep Tayyip Erdoğan.

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25 maggio 2019

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