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Violenze senza fine in Siria

· Strage di bambini in un bombardamento al confine turco mentre la diplomazia cerca un accordo tra le parti ·

È di almeno cento vittime il bilancio delle ultime violenze in Siria. L’episodio più sanguinoso si è verificato a Al Qahtania, in provincia di Raqqa, presso il confine turco: in un bombardamento sono stati uccisi circa venti bambini, secondo fonti degli attivisti. Il bilancio delle vittime della guerra civile si aggrava così ulteriormente: sono oltre 45.000 le vittime, delle quali 30.000 i civili, nei 21 mesi di violenze nel Paese. Intanto, il capo della polizia militare siriana, generale Abdulaziz Jassim Al Shalal, che ha disertato ed è passato con gli oppositori, ha dichiarato che il Governo di Assad ha fatto uso di armi chimiche in un attacco ad Homs.

I combattimenti proseguono senza sosta in ogni parte del Paese. Nella provincia di Homs, ieri, sono state uccise almeno sette persone, e a Latakia almeno sei. Sarebbero invece una ventina le vittime nella provincia settentrionale di Idlib, e 13 quelle segnalate a Damasco. A Talbisa, nei pressi di Homs, pochi giorni fa, in un raid aereo delle forze governative — denunciato dagli attivisti — erano state uccise novanta persone, tra cui dieci bambini. Da parte sua, il Governo di Assad attribuisce la responsabilità delle violenze a non meglio identificati «gruppi di terroristi».

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20 ottobre 2019

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