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Violenza contro innocenti

· All’Angelus dedicato alla preghiera il dolore del Papa per gli attentati di Monaco e Kabul ·

Appuntamento ai giovani in cammino verso Cracovia per la gmg

«In queste ore il nostro animo è ancora una volta scosso da tristi notizie relative a deplorevoli atti di terrorismo e di violenza, che hanno causato dolore e morte». All’Angelus di domenica mattina, 24 luglio, Papa Francesco ha pregato per le vittime dei «drammatici eventi», come lui stesso ha definito quelli di Monaco in Germania e di Kabul in Afghanistan, in cui «hanno perso la vita numerose persone innocenti». 

Mario Ortiz Martinez, «La preghiera» (2015)

Assicurando la propria vicinanza «ai familiari delle vittime e ai feriti», ha inviato i fedeli presenti in piazza San Pietro a unirsi alla sua preghiera, «affinché il Signore ispiri a tutti propositi di bene e di fraternità». Perché, ha spiegato Francesco, «quanto più sembrano insormontabili le difficoltà e oscure le prospettive di sicurezza e di pace, tanto più insistente deve farsi la nostra preghiera». In precedenza, in un telegramma in lingua tedesca a firma del cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato, indirizzato all’arcivescovo di Monaco e Frisinga, cardinale Reinhard Marx, il Pontefice aveva reso noto di aver «appreso con costernazione le notizie del terribile fatto di violenza avvenuto» nella città bavarese, «in cui diverse persone, soprattutto giovani, hanno trovato la morte e molte altre sono state gravemente ferite». Partecipando al dolore dei sopravvissuti ed esprimendo vicinanza nella sofferenza, nel messaggio di cordoglio il Papa ha affidato «i defunti alla misericordia di Dio» e manifestato la propria «profonda partecipazione a tutti coloro che sono stati colpiti da quest’attentato», ringraziando al contempo «le forze di soccorso e dell’ordine per il loro impegno attento e generoso».

Ma grazie all’immediatiezza dei social network già nella sera di sabato 23 il Papa aveva scritto sul suo account Instagram @Franciscus: «Prego per tutte le vittime del terrorismo nel mondo. Per favore, — ha implorato — non più terrorismo! È una strada senza uscita!». Nell’immagine, le mani giunte del Pontefice in preghiera.

Ma dal mondo giungono anche segni di speranza che fanno da controcanto al clima plumbeo di questi giorni: primo tra tutti la gioia dei giovani dei cinque continenti che stanno cominciando a raggiungere Cracovia, sede della trentunesima giornata mondiale della gioventù. «Anch’io — ha ricordato al termine dell’Angelus domenicale — partirò mercoledì prossimo, per incontrare questi ragazzi e ragazze e celebrare con loro e per loro il Giubileo della Misericordia, con l’intercessione di san Giovanni Paolo II».

L’Angelus del Papa 

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