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Violenti disordini
a Kiev

· I nazionalisti assaltano il Parlamento ·

Torna la violenza nazionalista nella capitale ucraina dove due persone sono morte e altre 141, per la maggior parte poliziotti e membri della Guardia nazionale, sono rimaste ferite. Le vittime sono due agenti. Tra i feriti anche cinque giornalisti: due francesi e tre ucraini.

Una trentina le persone arrestate ieri, diciotto delle quali ancora in stato di fermo. Alcune migliaia di manifestanti, armati di bastoni e fumogeni, e in parte mascherati, quasi tutti del partito di estrema destra Svoboda (Libertà) — ma c’erano anche esponenti del gruppo paramilitare Pravi Sektor — hanno attaccato il cordone di polizia a difesa della Rada, la sede del Parlamento. La protesta è scoppiata dopo l’approvazione in prima lettura degli emendamenti presidenziali alla Costituzione per dare maggiore autonomia alla regione del Donbass, come previsto dagli accordi di Minsk-2. Il voto è stato contestato anche in aula, in particolare dal partito radicale di Oleg Liashko e da Patria, la compagine dell’ex premier e leader della rivoluzione arancione Yulia Tymoshenko, entrambi filo occidentali ma contrari a qualsiasi concessione ai ribelli secessionisti filorussi. Alla fine le modifiche sono passate con 265 sì (il quorum era di 226) e 87 no. Tuttavia ora bisognerà attendere la seconda lettura, definitiva — prevista nella sessione autunnale — che richiede almeno 300 voti a favore: una prova cruciale per la maggioranza del presidente, Petro Poroshenko, che ieri sera ha promesso punizioni severe non solo per gli autori delle violenze di piazza ma anche per gli organizzatori, politici inclusi.

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20 febbraio 2020

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