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Violenta repressione a Caracas

· Durante le manifestazioni indette dall’opposizione ·

Un’altra protesta di piazza dell’opposizione venezuelana si è tenuta ieri a Caracas, questa volta per chiedere alle forze armate di rimanere fedeli alla costituzione. I manifestanti hanno affrontato una forte repressione della polizia che ha provocato decine di feriti.

Gli scontri a Caracas (Afp)

Ancora una volta diversi cortei partiti da vari punti della capitale hanno cercato di raggiungere la sede del comando militare, nell’ovest di Caracas, ma sono stati bloccati sull’autostrada Francisco Fajardo, la principale arteria che attraversa la città, da unità antisommossa della guardia nazionale che hanno utilizzato camion con idranti e una decina di veicoli blindati. Fra i feriti negli scontri con le forze dell’ordine, figura anche Carlos Paparoni, deputato all’opposizione nello stato di Mérida: raggiunto da un frammento di metallo alla gamba destra, è stato ricoverato d’urgenza. L’ex candidato presidenziale dell’opposizione Henrique Capriles ha detto alla stampa che «in nessun modo» il suo partito parteciperà «alla truffa della riforma costituzionale» e che resterà «in piazza finché il regime non rispetterà gli impegni presi». Si tratta di prevedere un calendario elettorale dopo che sono stati rilasciati tutti i prigionieri politici; la restituzione dei poteri costituzionali al parlamento; l’assistenza umanitaria con cibo e medicine per chi ne ha bisogno. Intanto, sul fronte giudiziario continua il confronto serrato fra il governo del presidente Nicolás Maduro e il procuratore generale del Venezuela, Luisa Ortega Díaz, che ha criticato il piano di riforma costituzionale dell’esecutivo e la repressione delle proteste dell’opposizione. Il ministro degli interni, Néstor Reverol, ha detto che l’atteggiamento di Ortega Díaz «provoca sconcerto nella popolazione» e «pone in dubbio il prestigio di istituzioni onorabili come le forze armate».

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09 dicembre 2019

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