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Violazioni della tregua in Siria

· Denunciate da Russia e Turchia ·

Torna a farsi molto tesa la situazione in Siria, nonostante gli sforzi della diplomazia internazionale. Russia e Turchia hanno denunciato ieri numerose violazioni della tregua tra esercito, ribelli e jihadisti, in aperta violazione degli accordi di Astana. Gli esperti di Mosca hanno registrato sette violazioni della tregua nelle ultime 24 ore, cinque delle quali nella zona di Aleppo e due a Damasco. Una commissione di Ankara ha invece rilevato sei violazioni, due delle quali in un’area della provincia di Damasco, di cui sono competenti i turchi, e quattro a Homs. Secondo i rapporti presentati, gli autori delle violazioni sarebbero principalmente gruppi legati al cosiddetto stato islamico (Is) e agli estremisti di Fetih El Sham (precedentemente chiamata Al Nusra). Questi gruppi, oltre a essere stati protagonisti di scontri tra loro, hanno avuto dei conflitti a fuoco con truppe dell’esercito regolare, fedeli al presidente Bashar Al Assad, e formazioni dell’opposizione.

Profughi siriani al confine con la Turchia (Afp)

Nel frattempo, sono stati trovati ieri, in un’area al confine con la Siria, i corpi di otto dei nove soldati libanesi catturati dai jihadisti dell’Is nel 2014. Da tre anni non se ne sapeva più nulla ma ormai le speranze che fossero ancora vivi erano quasi nulle. Sei cadaveri sono già stati recuperati, altri due vengono cercati nella stessa zona, mentre sull’ultimo rapito non sembrano esserci indicazioni chiare. L’annuncio è stato fatto nel pomeriggio dalle forze di sicurezza di Beirut. Il ritrovamento è frutto di un accordo tra l’esercito di Beirut e i jihadisti. Questi ultimi hanno fornito le informazioni necessarie per recuperare i corpi, mentre i soldati libanesi hanno loro concesso di potersi ritirare verso il territorio siriano. La vicenda del tragico sequestro risale all’agosto del 2014 quando centinaia di miliziani dell’Is e di Al Qaeda attraversarono il confine e si riversarono sulla città libanese di Arsal, nella valle della Bekaa. Solo dopo diversi giorni di sanguinosi combattimenti si ritirarono ripiegando in territorio siriano, portando con loro trenta soldati e poliziotti libanesi.

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23 ottobre 2019

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