Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

​Violato il cessate il fuoco
nel Sud Sudan

· Accuse reciproche tra Governo e ribelli ·

Non si fermano le violenze nel Sud Sudan. Almeno venti persone sono state uccise negli ultimi giorni nonostante il cessate il fuoco entrato in vigore il 24 dicembre. La guerra civile continua dunque a insanguinare il paese africano, che è il più giovane del mondo. Il 21 dicembre scorso le fazioni in guerra nel paese, riunitesi al Forum di rilancio del processo di pace, organizzato dall’Autorità intergovernativa per lo sviluppo (Igad) ad Addis Abeba, in Etiopia, avevano trovato un accordo per un cessate il fuoco, nel tentativo di porre fine alle violenze che hanno causato decine di migliaia di morti e costretto quattro milioni di persone ad abbandonare le proprie case. A fronteggiarsi — le ostilità sono scoppiate nel dicembre 2013 — sono il presidente Salva Kiir, a capo del paese dall’anno dell’indipendenza (2011), e l’ex vicepresidente Riek Machar, che guida il fronte dei ribelli. L’opposizione tra i due schieramenti è alimentata anche da antiche divisioni etniche, e cioè dall’inimicizia tra i dinka, il gruppo etnico di Kiir e il più numeroso del paese, e i nuer, a cui invece appartiene Machar. «Il governo ha continuato la sua aggressione» ha scritto sulla sua pagina Facebook il 26 dicembre il portavoce del gruppo dei ribelli Lam Paul Gabriel. «Le nostre forze hanno respinto gli assalitori e li hanno inseguiti nella loro base a Kansuk, dove più di venti di loro hanno perso la vita e diversi sono rimasti feriti». Il portavoce dei ribelli non ha aggiunto ulteriori dettagli sulla dinamica dell’attacco. Il portavoce dell’esercito Lul Ruai Koang ha invece accusato i ribelli di aver violato gli accordi. «Hanno cercato di conquistare posizioni strategiche prima che l’Igad cominciasse le proprie verifiche sulle posizioni militari» ha detto Koang.

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

20 ottobre 2019

NOTIZIE CORRELATE