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Vino nuovo in otri nuovi

· ​Prosegue a Roma l’incontro internazionale sulla vita consacrata ·

«Vita consacrata: sposta la pietra, liberati dalle bende e cammina!». Con questa efficace parafrasi dell’episodio evangelico della risurrezione di Lazzaro, vigorosa esortazione a una realtà che guarda al futuro, l’arcivescovo José Rodríguez Carballo, segretario della Congregazione per gli istituti di vita consacrata e le società di vita apostolica, ha concluso il suo intervento nell’aula Paolo VI in Vaticano, nel pomeriggio di venerdì 29 gennaio, giornata inaugurale dell’incontro internazionale che sigilla l'anno della vita consacrata.

Giotto, «Nozze di Cana»  (1303-1305, Padova, Cappella degli Scrovegni)

Quello del prelato spagnolo è stato un discorso appassionato sul tema «Vino nuovo in otri nuovi»: a cinquant’anni dal concilio e dopo questo anno di riflessione, di preghiera e di confronto dedicato a tutte le forme di vita consacrata (Ordo virginum, istituti secolari, istituti di vita attiva, istituti di vita contemplativa, ordini, monaci, eremiti e le nuove forme di consacrazione), occorre infatti chiedersi quali risposte sono state date di fronte «ai segni dei tempi». In particolare, l’arcivescovo si è soffermato su tre punti fondamentali: il servizio dell’autorità, la formazione e la vita fraterna nella comunità. Così, ha detto, l’autorità è un otre nuovo se vissuta nella dimensione del servizio e della comprensione, e se aiuta le persone a crescere in tutte le loro dimensioni; al contrario è un otre vecchio se il superiore la concepisce come potere o come farebbe «l’amministratore di un’azienda». 

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15 settembre 2019

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