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Vincono Sanders e Trump

· Nel New Hampshire confermati i pronostici della vigilia ·

Non sono mancate le sorprese nelle primarie nel New Hampshire, seconda tappa, dopo i caucus della settimana scorsa in Iowa, della corsa per la Casa Bianca.

Un operaio sistema la bandiera in una delle sedi dei comitati elettorali (Ansa)

Sebbene la vittoria sia andata, rispettando i pronostici della vigilia, a Bernie Sanders in campo democratico e a Donald Trump in quello repubblicano, la vera sorpresa riguarda la dimensione del successo del primo: con circa il sessanta per cento delle preferenze, Sanders ha inflitto a Hillary Clinton un distacco di circa venti punti. Più distribuito è stato il voto degli elettori repubblicani. Dietro a Trump, che ha raccolto circa il 34 per cento dei consensi, si sono piazzati il governatore dell’Ohio, John Kasich, con il 16 per cento, il senatore del Texas, Ted Cruz, con il 12 per cento e l’ex governatore della Florida, Jeb Bush, figlio e fratello di due ex presidenti, con l’11 per cento.

Il voto nel New Hampshire ha arricchito la campagna elettorale di un nuovo fattore di incertezza. Sanders e Trump, infatti, sono outsider nei rispettivi partiti. Nonostante le sostanziali differenze ideologiche, li unisce un elemento fondamentale: il rifiuto del sistema attuale e un modo di fare politica che rompe gli schemi della tradizione, distante dai grandi finanziatori e dagli apparati dei partiti. Entrambi, nel commentare il successo ottenuto, hanno ribadito questa volontà di rottura con gli schemi del passato.

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23 maggio 2019

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