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Come vincere la rassegnazione

· ​A Morelia il Papa rinnova l’appello alla speranza e ricorda che la famiglia è la prima scuola della nazione ·

«Osate sognare»: è questa la consegna che Papa Francesco ha lasciato ai giovani del Messico, chiedendo loro di non rassegnarsi a vivere senza speranza. Il Pontefice ha concluso la giornata di martedì 16 febbraio, trascorsa interamente a Morelia, capitale dello Stato di Michoacán, incontrando le nuove generazioni nello stadio intitolato a un eroe dell’indipendenza. A loro si sono uniti in videocollegamento i coetanei di Guadalajara, radunatisi nella piazza San Giovanni Paolo ii. E proprio dall’ascolto di alcune testimonianze Francesco ha tratto gli spunti più significativi della sua riflessione, aggiungendo a braccio lunghi passaggi al testo preparato. «Già conoscevo — ha confidato in proposito — le vostre attese. Però mentre parlavate prendevo nota di alcune cose che mi sembravano importanti».

La prima è che «uno dei tesori più grandi di questa terra messicana ha il volto giovane, sono i suoi giovani. Sì, siete voi — ha detto loro — la ricchezza di questa terra. Attenzione: non ho detto la speranza di questa terra, ho detto: la ricchezza». E ha spiegato il concetto con un esempio: «La montagna può contenere minerali preziosi che possono servire per il progresso: però quella ricchezza bisogna trasformarla in speranza con il lavoro, come fanno i minatori quando estraggono quei minerali. Voi siete la ricchezza, bisogna trasformarla in speranza».

E un fermo no alla rassegnazione è risuonato anche durante la messa celebrata al mattino, in un altro stadio di Morelia, con sacerdoti, religiose e seminaristi. All’omelia il Pontefice ha chiesto loro di non restare chiusi nelle trincee delle proprie «sacrestie». E come modello ha proposto il primo vescovo di Michoacán Vasco Vásquez de Quiroga, di cui ha utilizzato il calice e il pastorale. Nel primo pomeriggio il Papa ha anche visitato la cattedrale di Morelia, dove è stato accolto da centinaia di bambini che frequentano il catechismo. E con un fuori programma ha rivolto loro un breve saluto, sottolineando che «non è bello avere nemici».

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23 maggio 2019

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