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Vincere la paura

· Papa Francesco celebra la giornata mondiale del migrante e del rifugiato ·

Accoglienza significa apertura all’altro e rispetto delle regole

Il «forestiero, il migrante, il rifugiato, il profugo e il richiedente asilo» quando giungono in una nuova terra sono un’occasione di «incontro con Gesù», sia per chi accoglie, sia per chi viene accolto. Ecco perché Papa Francesco, in occasione della messa per la giornata mondiale del migrante e del rifugiato, celebrata domenica 14 gennaio nella basilica di San Pietro, ha lanciato un forte invito a «superare le nostre paure per poter andare incontro all’altro, per accoglierlo, conoscerlo e riconoscerlo». Quello del Pontefice è stato un appello a una vera integrazione fatta di reciprocità: infatti, ha detto, «i nuovi arrivati» sono chiamati a «conoscere e rispettare le leggi, la cultura e le tradizioni dei Paesi in cui sono accolti», e allo stesso tempo le comunità locali devono «aprirsi alla ricchezza della diversità senza preconcetti, comprendere le potenzialità e le speranze dei nuovi arrivati, così come la loro vulnerabilità e i loro timori». Timori che, ha aggiunto il Papa, sono «comprensibili da un punto di vista umano», ma non devono mettere in discussione il vero incontro con il prossimo: «Il peccato — ha spiegato Francesco — è lasciare che queste paure condizionino le nostre scelte, compromettano il rispetto e la generosità, alimentino l’odio e il rifiuto». Anche all’Angelus dopo la messa Francesco è tornato a parlare della giornata del migrante, annunciando che dal prossimo anno sarà celebrata nella seconda domenica di settembre.

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17 novembre 2019

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