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In vigore la tregua in Siria

· L’intesa tra Mosca e Washington sembra reggere e l’Onu annuncia la ripresa dei negoziati il 7 marzo ·

Dalla mezzanotte di ieri, venerdì, in base all’accordo raggiunto da Stati Uniti e Russia, è entrata in vigore la tregua tra le forze governative del presidente Assad e i ribelli. Tuttavia, questa mattina l’agenzia di Stato Sana ha riferito di vari colpi di mortaio caduti su quartieri alla periferia di Damasco.

A confermare l’entrata in vigore della tregua è stato l’inviato speciale dell’Nazioni Unite, Staffan De Mistura, che ha incontrato la stampa poco dopo la mezzanotte. In una nuova risoluzione il Consiglio di sicurezza ha chiesto il rispetto della tregua e ha annunciato un nuovo round di negoziati di pace per il prossimo 7 marzo. «La cosa importante è che eventuali incidenti vengano riportati immediatamente sotto controllo e contenuti» ha detto De Mistura. In tutte le tregue «che ho visto in qualunque tipo di conflitto c’è una grande probabilità di difficoltà, create da aggiustamenti, tensioni e incidenti». Secondo l’Osservatorio siriano dei diritti umani (voce dell’opposizione con sede a Londra), l’aviazione russa — alleata delle forze governative di Assad — non ha compiuto incursioni dalla mezzanotte; ci sono stati però alcuni scontri intermittenti tra le forze governative e i jihadisti del cosiddetto Stato islamico (Is) e del Fronte Al Nusra, che sono esclusi dalla tregua. I jihadisti si sono scontrati anche con le forze curde nella provincia di Raqqa. De Mistura ha detto che si indagherà sull’accaduto.
Il presidente russo, Vladimir Putin, ha confermato il sostegno di Mosca alla cessazione delle ostilità. E ha aggiunto anche che «l’entrata in vigore della tregua darà impulso al processo politico». Pur ammettendo che il cammino verso la pace in Siria «sarà complicato», il capo del Cremlino ha insistito sul fatto che «non vi è altro modo per la soluzione del conflitto».

La Turchia ha invece espresso serie perplessità sulla possibilità di successo della tregua. «Sosteniamo questa misura in linea di principio» ha detto Ibrahim Kalin, portavoce del presidente Recep Tayyip Erdoğan, in una conferenza stampa. «Abbiamo svolto un ruolo attivo per ottenerlo. Ma il fatto che i bombardamenti degli aerei russi e gli attacchi delle forze di Assad sul terreno siano andati avanti durante e dopo gli incontri di Ginevra e anche all’approssimarsi della data di entrata in vigore dell’accordo, ci procura serie preoccupazioni sul futuro del cessate il fuoco».

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