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In vigore il cessate il fuoco nella città di Hodeidah

· ​Come stabilito nei colloqui in Svezia sulla crisi yemenita ·

Macerie provocate dai bombardamenti nella città yemenita di Mocha (Ap)

Entra in vigore oggi il cessate il fuoco nella città yemenita di Hodeidah, come concordato dai ribelli huthi e dal governo legittimo del presidente Hadi, sostenuto dalla coalizione internazionale a guida saudita. Hodeidah è un porto del Mar Rosso di fondamentale importanza: attraverso di esso passo il settanta per cento degli aiuti umanitari e delle importazioni nel paese arabo. Ad annunciare l’avvio della tregua sono stati funzionari delle Nazioni Unite citati dalle agenzie internazionali. Conferma è giunta anche da funzionari sauditi citati dalla France Presse. Una commissione congiunta, presieduta dall’inviato speciale dell’Onu, Martin Griffiths, monitorerà l’attuazione della tregua.

Non è ancora chiaro, tuttavia, se tutti i gruppi ribelli parteciperanno alla tregua. Inoltre, «il meccanismo per attuare l’accordo non è ancora chiaro» ha detto un funzionario Onu. In base a quanto concordato in Svezia, i ribelli dovrebbero ritirarsi da Hodeidah entro il 31 dicembre. Questo ovviamente, a patto che l’esercito lealista e la coalizione che lo sostiene cessino le operazioni e i bombardamenti. A gennaio è previsto un nuovo round di colloqui. Gli inviti per le consultazioni dovrebbero partire solo dopo l’attuazione di tutti i punti degli accordi raggiunti in Svezia, compreso il rilascio dei prigionieri. Intanto, sono almeno 150 i miliziani huthi uccisi o feriti negli scontri avvenuti ieri nella provincia occidentale di Hodeidah. Lo ha reso noto l’esercito yemenita.

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17 novembre 2019

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