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​Vietato perché troppo rivolto alle donne

Si intitola Lipstick Under My Burkha (2017) il film della regista indiana Alankrita Shrivastava che racconta la storia di una diciottenne che tenta di ribellarsi al contesto misogino e patriarcale in cui si trova, per costruirsi la sua vita. L’irriverente pellicola è incappata nelle maglie del Central Board of Film Certification, l’organismo locale deputato alla censura, che ne ha bloccato per mesi l’uscita. La cosa interessante, però, è la motivazione: a parte la reprimenda per le troppe scene di sesso e per alcuni audio definiti pornografici, il cuore della critica sta nel fatto che il film è «oltre misura indirizzato alle donne». Chi si macchia della gravissima colpa di rivolgersi alle donne certo non può passarla liscia.

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09 dicembre 2018

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