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Vicini ad Haiti devastata dal terremoto

· All'udienza generale appello del Papa alla generosità di tutti a sostegno dei bisogni immediati della popolazione ·

La catastrofe ha causato moltissime vittime, tra cui l'arcivescovo di Port-au-Prince monsignor Joseph Serge Miot

Un appello alla generosità e alla solidarietà internazionale per soccorrere le popolazioni di Haiti vittime del terremoto è stato lanciato da Benedetto XVI al termine dell'udienza generale di mercoledì 13 gennaio, nell'Aula Paolo VI.

Vorrei rivolgere un appello per la drammatica situazione in cui si trova Haiti. Il mio pensiero va, in particolare, alla popolazione duramente colpita, poche ore fa, da un devastante terremoto, che ha causato gravi perdite in vite umane, un grande numero di senzatetto e di dispersi e ingenti danni materiali. Invito tutti ad unirsi alla mia preghiera al Signore per le vittime di questa catastrofe e per coloro che ne piangono la scomparsa. Assicuro la mia vicinanza spirituale a chi ha perso la propria casa e a tutte le persone provate in vario modo da questa grave calamità, implorando da Dio consolazione e sollievo nella loro sofferenza. Mi appello alla generosità di tutti, affinché non si faccia mancare a questi fratelli e sorelle che vivono un momento di necessità e di dolore, la nostra concreta solidarietà e il fattivo sostegno della Comunità Internazionale. La Chiesa Cattolica non mancherà di attivarsi immediatamente tramite le sue Istituzioni caritative per venire incontro ai bisogni più immediati della popolazione.

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Port-au-Prince, 13. Sono migliaia le vittime delle devastanti scosse sismiche che sono iniziate ieri alle 16.53 (alle 22.53 ora italiana) e che hanno colpito Haiti. L'epicentro del primo terremoto — di magnitudo 7,3 sulla scala Richter — è stato localizzato a una quindicina di chilometri a nord dalla capitale, Port-au-Prince, a una profondità di appena 10 chilometri, in una zona molto povera e ad altissima densità di popolazione. Successivamente sono seguite decine di scosse di assestamento che secondo i geologi potrebbero protrarsi per giorni.

Le testimonianze raccolte sul posto non lasciano dubbi sulla portata delle devastazioni del sisma, subito definito da fonti statunitensi «un’enorme catastrofe». Secondo il racconto di un giornalista della catena televisiva Haitipal, sono infatti crollati il palazzo nazionale del Paese caraibico — fonti governative riprese dall'agenzia di stampa Reuters hanno confermato che il presidente della Repubblica, René Préval, è illeso —, il ministero delle Finanze, il ministero dei Lavori pubblici, il ministero della Comunicazione e della Cultura, il palazzo di Giustizia, la scuola Normale superiore, oltre ad altri palazzi e hotel considerati di lusso. In un drammatico racconto il nunzio apostolico ad Haiti, l'arcivescovo Bernardito C. Auza, contattato dall'agenzia Fides, ha descritto la situazione: «Port-au-Prince è totalmente devastata. La cattedrale, tutte le grandi chiese, tutti i seminari sono ridotti a macerie». Il corpo senza vita di monsignor Joseph Serge Miot, arcivescovo di Port-au-Prince, è stato ritrovato questa mattina sotto le macerie dell'arcivescovado.

Ugualmente rasi al suolo gli edifici del Parlamento e tre dei quattro ospedali. Crollato anche il quartier generale della missione dell’Onu a Haiti (Minustah, la forza di stabilizzazione delle Nazioni Unite). Almeno 18 sono finora le vittime accertate tra i caschi blu, di cui otto cinesi, tre giordani e quattro brasiliani. Decine i dispersi. Secondo il ministro degli Esteri francese, Bernard Kouchner, è rimasto ucciso anche il comandante della missione Minustah dell'Onu, il tunisino Hedi Annabi.

Migliaia di persone sono tuttora sepolte sotto le macerie degli edifici. Il corrispondente locale dell’agenzia di stampa Ap ha anche parlato di numerose abitazioni della capitale, dove vivono circa due milioni e mezzo di persone, letteralmente inghiottite da crepe apertesi all'improvviso. Il terremoto ha scosso tutta l’area dei Caraibi ed è stato avvertito con molta intensità anche nella Repubblica Dominicana, che condivide l’isola di Santo Domingo, nel Mar delle Antille, con Haiti.

La Caritas italiana, in collegamento costante con l'intera rete Caritas, ha subito lanciato un appello per poter contribuire alla realizzazione del piano di emergenza e ha messo a disposizione centomila euro per i bisogni immediati. La comunità internazionale è subito intervenuta per convogliare aiuti civili e militari verso Haiti. Anche la Federazione internazionale delle Società di Croce rossa ha immediatamente allertato il proprio centro logistico di soccorso, che si trova a Panamá. Una squadra di valutazione è stata inviata sul luogo del disastro e un primo stanziamento di 1,7 milioni di euro è stato effettuato per venire incontro alle prime necessità. Tutte le 186 Società di Croce rossa e della Mezzaluna rossa sono state poste in stato di allarme per l’organizzazione di un ponte aereo verso Haiti per inviare soccorsi sanitari, generi di prima necessità, coperte e tende.

Haiti, dove l'economia è tra le meno sviluppate del mondo, è il Paese più povero dell’intero continente americano. Con un reddito pro-capite di appena 1.300 dollari l’anno, Haiti si pone al duecentotreesimo posto tra i 229 Paesi del mondo, mentre l’Indice dello sviluppo umano lo colloca alla centoquarantanovesima posizione sui 183 Stati presi in esame. Del resto, i dati parlano chiaro: la disoccupazione coinvolge il 60 per cento dei circa 9 milioni di haitiani, dei quali solo il 3,4 per cento ha la possibilità di superare i 64 anni di vita.

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