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Verità
giustizia e guarigione

· La Santa Sede sul rapporto diffuso in Australia ·

La Santa Sede «resta vicina alla Chiesa cattolica in Australia — fedeli laici, religiosi e clero — mentre ascolta e accompagna le vittime e i sopravvissuti nello sforzo di portare guarigione e giustizia». È quanto assicura la Sala stampa della Santa Sede dopo la pubblicazione del rapporto finale della Royal Commission into Institutional Responses to Child Sex Abuse, che, si sottolinea in un comunicato, «è il risultato degli accurati sforzi compiuti dalla Commissione negli ultimi anni e merita di essere studiato approfonditamente». 

Nel suo recente incontro con la Pontificia commissione per la tutela dei minori, ricorda ulteriormente il comunicato, «Papa Francesco ha affermato che la Chiesa è chiamata a essere luogo di compassione, soprattutto per coloro che hanno sofferto, e ha ribadito che la Chiesa è impegnata nell’assicurare ambienti che garantiscano la protezione di tutti, bambini e adulti vulnerabili».

Vicinanza alle vittime e impegno per la giustizia vengono assicurati anche dal presidente della Conferenza episcopale australiana, l’arcivescovo di Melbourne, Denis James Hart. «Ribadisco a nome dei vescovi e dei leader religiosi cattolici, le nostre scuse incondizionate per questa sofferenza e il nostro impegno a garantire giustizia per le persone colpite», ha dichiarato il presule, il quale sottolinea ulteriormente come quanto emerge dal rapporto finale della Commissione reale di inchiesta sulla pedofilia in Australia «è il culmine di quasi cinque anni di un intenso lavoro di ricerca sul modo in cui molte istituzioni, inclusa la Chiesa cattolica, hanno storicamente fallito con i bambini. È un passato vergognoso, in cui ha prevalso la cultura della segretezza e dell’auto-protezione causando sofferenze in molte vittime e alle loro famiglie». La Commissione d’inchiesta, come è noto, ha esaminato le deposizioni di oltre 15.000 persone e udito a porte chiuse oltre 8000 vittime di abusi sessuali. I risultati sono confluiti in 17 volumi da cui, tra le altre cose, emerge che il 7 per cento dei religiosi cattolici australiani è stato accusato di abusi sessuali su bambini tra il 1950 e il 2010 senza che nessuno sia finito sotto indagine. Il rapporto contiene anche numerose raccomandazioni che «avranno un impatto significativo sul modo in cui la Chiesa cattolica opera in Australia», ha affermato monsignor Hart, il quale ha tuttavia ribadito che il segreto confessionale «è inviolabile» e «non può essere spezzato».

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09 dicembre 2019

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