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​Vicinanza al Perú devastato dalle alluvioni

· ​All’Angelus il Pontefice prega per le vittime e incoraggia i soccorritori ·

Papa Francesco è vicino alla «cara popolazione del Perú, duramente colpita da devastanti alluvioni» che da almeno una settimana flagellano il Paese. Al termine dell’Angelus recitato il 19 marzo in piazza San Pietro il Pontefice ha invitato i fedeli a pregare per quanti hanno perso la vita e per coloro che sono impegnati nelle difficili operazioni di soccorso ai superstiti.

Il bilancio delle inondazioni che hanno colpito varie regioni peruviane si fa di ora in ora più tragico. Le autorità locali parlano di 75 morti, 263 feriti e 20 dispersi. Oltre 100.000 le persone che hanno subito direttamente danni e circa 630.000 quelle coinvolte. Il servizio nazionale di meteorologia ha annunciato che le precipitazioni andranno intensificandosi nella prossima settimana, specialmente al nord. «Purtroppo, ci aspettiamo una settimana difficile. È molto probabile che ci siano nuovi smottamenti dei suoli» ha spiegato il presidente del consiglio dei ministri, Fernando Zavala. Le scuole resteranno chiuse a Lima fino a mercoledì prossimo. Il governo stanzierà oltre 2000 tonnellate di aiuti umanitari.

L’appello del Papa per il Perù è stato preceduto da una riflessione sull’episodio dell’incontro di Gesù con la samaritana, narrato nel vangelo della liturgia domenicale. In proposito Francesco ha ricordato che «l’acqua che dona la vita eterna» è stata effusa in ogni cristiano «con il battesimo» e da allora «Dio ci ha trasformati e riempiti della sua grazia». Non di rado, tuttavia, questa realtà finisce per ridursi «a un mero dato anagrafico», a tal punto che i cristiani si mettono in cerca di altri «“pozzi” le cui acque non dissetano». Da qui l’invito a vivere la quaresima come «occasione buona» per avvicinarsi al Signore e «per vedere il suo volto anche nel volto di un fratello o di una sorelle sofferente». In questo modo, ha concluso il Pontefice, «possiamo scoprire anche la gioia di diventare artefici di riconciliazione e strumenti di pace nella vita quotidiana».

L’Angleus del Papa

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13 dicembre 2017

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