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Vescovi al servizio dei fedeli

· L’udienza di Benedetto XVI ·

Nella Chiesa il sacerdozio ministeriale «ha lo scopo e la missione di far vivere il sacerdozio dei fedeli». A maggior ragione il vescovo, che ha ricevuto la pienezza del sacramento dell’ordine, è chiamato a porsi «al servizio del sacerdozio comune dei fedeli, della loro crescita spirituale e della loro santità». Richiamandosi alla Lumen gentium il Papa ha sottolineato questo aspetto del ministero episcopale nel discorso rivolto giovedì 15 settembre ai presuli ordinati di recente che partecipano al corso promosso dalle Congregazioni per i Vescovi e per le Chiese Orientali. Scelta non casuale quella di Benedetto XVI, che rievocando l’esperienza della recente Giornata mondiale della gioventù ha messo l’accento «sull’importanza dell’accoglienza da parte del vescovo dei carismi che lo Spirito suscita per l’edificazione della Chiesa». Proprio il raduno di Madrid ha mostrato infatti che «lo Spirito Santo anche oggi è presente nella Chiesa, crea carismi e crea unità». Spetta ai vescovi «unificare e armonizzare la diversità carismatica nell’unità della Chiesa, favorendo la reciprocità tra il sacerdozio gerarchico e il sacerdozio battesimale». Compito per il quale occorrono «accoglienza e gratitudine» ma anche «discernimento». Non bisogna «estinguere» ma «distinguere» ha ricordato, ribadendo la necessità della «vicinanza ai sacerdoti, proprio oggi, con tutti i problemi».

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16 ottobre 2019

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