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​Vertice internazionale sulla Siria

· ​Proposto da Mosca vedrà insieme tutti gli attori coinvolti nella crisi ·

Stati Uniti e Russia stanno lavorando a un vertice internazionale sulla crisi siriana. L’iniziativa coinvolgerà tutti i principali attori dello scenario internazionale e regionale. Mosca ha chiesto il coinvolgimento anche della Lega araba. Obiettivo del vertice, la cui data prevista è il prossimo 30 ottobre, è porre fine alla carneficina siriana, aprendo la transizione politica. Questo il principale risultato del vertice tra Stati Uniti, Russia, Turchia e Arabia Saudita tenutosi ieri a Vienna. 

Significativo il fatto che non si sia discusso — come ha confermato il ministro degli Esteri russo, Serghiei Lavrov — del ruolo del presidente siriano, Bashar Al Assad, uno dei punti di maggiore disaccordo. In realtà, a Vienna Mosca e Washington hanno accettato esplicitamente di attenersi alla dichiarazione di Ginevra 2012 nella quale si sottolinea la necessità di includere nella transizione siriana tutte le parti in causa. Ciò dimostra come sia in corso un dialogo tra Stati Uniti e Russia sulla questione Assad. Il Cremlino ha inoltre fatto sapere di non essere a conoscenza di nessun piano di transizione che preveda l’uscita di scena del presidente entro sei mesi.
Per risolvere la crisi siriana è necessario «l’inizio di un dialogo su larga scala tra i rappresentanti del Governo siriano e l’intero spettro dell’opposizione, sia interna che esterna, con il sostegno di attori esterni» ha detto Lavrov. «È molto importante — ha dichiarato poi Lavrov — che oggi tutti i nostri partner, sia quelli americani, sia quelli turchi, sia quelli sauditi, hanno confermato di attenersi al comunicato di Ginevra del 30 giugno 2012 in cui si dice chiaramente che le riforme politiche di ogni genere devono essere decise nell’ambito di un ampio dialogo in cui sia rappresentato tutto lo spettro della società siriana, sia del Governo che dell’opposizione, e che le decisioni devono essere adottate sulla base del reciproco consenso». È questa — ha concluso il ministro degli Esteri — «la chiave del successo». Il gruppo di mediatori dovrebbe includere, secondo Lavrov, «sia i membri permanenti del Consiglio di sicurezza dell’Onu, tutti, non solo Russia e Stati Uniti, sia le potenze regionali, e anche in questo caso tutte quelle chiave: non solo Arabia Saudita e Turchia, ma anche Egitto, Iran, Qatar, Emirati Arabi Uniti e Giordania». Lavrov ha poi dichiarato di aver proposto a Stati Uniti, Turchia e Arabia Saudita di partecipare al centro di coordinamento di Amman per le operazioni in Siria.  

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19 marzo 2019

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