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Vertice europeo
sui migranti

· Al centro la questione degli aiuti ai paesi africani ·

Sale l’attesa per il dibattito sulla questione immigrazione nell’ambito del consiglio europeo di oggi e domani a Bruxelles. Drammatica la cronaca delle ultime ore: i corpi senza vita di cinque migranti sono stati recuperati da una nave militare irlandese nel canale di Sicilia. In altri numerosi interventi coordinati dalla guardia costiera italiana sono state soccorse oltre 300 persone.

Un gommone legato a una nave trasporta  corpi di migranti morti annegati  nel Mediterraneo (Afp)

Nella sua lettera d’invito ai capi di stato e di governo, il presidente del consiglio europeo, Donald Tusk, ha posto l’accento soprattutto sul tema dell’immigrazione, annunciando un dibattito incentrato sulla protezione delle frontiere esterne, sull’esigenza di contenere i flussi migratori lungo la rotta del Mediterraneo centrale. Sulla rotta balcanica, grazie al controverso accordo Ue-Turchia del marzo scorso, il flusso dei migranti è diminuito del 98 per cento nel giro di un anno, anche se non mancano alcune situazioni critiche.
La novità vera è rappresentata dai progressi in corso nelle trattative con diversi paesi africani d’origine di transito dei migranti, per stabilire con loro degli accordi (“migration compact”) che prevedono il rimpatrio dei propri cittadini emigrati nell’Ue per motivi economici e la lotta ai trafficanti, in cambio di misure che affrontino le cause profonde del fenomeno migratorio. Con l’impegno europeo a finanziarie e promuovere consistenti investimenti per sviluppare le economie e le infrastrutture di questi paesi.
I negoziati per i “migration compact”, che stanno già portando dei frutti a soli quattro mesi dal lancio di questa nuova strategia propugnata inizialmente dall’Italia, riguardano in particolare cinque “paesi prioritari”: Nigeria, Mali, Niger, Senegal ed Etiopia.
A Bruxelles la discussione sulla revisione del regolamento di Dublino per le richieste di asilo è rimandata al vertice di dicembre.

Resta aperta la questione della cosiddetta «solidarietà flessibile» che sostengono i paesi del gruppo di Visegrad (Ungheria, Repubblica Ceca, Slovacchia e Polonia). Si tratta di rivendicare un ruolo nazionale nelle politiche che riguardano l’accoglienza di migranti e rifugiati. Il presidente del consiglio dei ministri italiano, Matteo Renzi, ha fatto sapere che intende richiamare tutti i paesi europei al rispetto delle responsabilità e delle decisioni prese, a partire dai ricollocamenti di richiedenti asilo, secondo le quote di redistribuzione stabilite dalla commissione europea e votate dal consiglio europeo. Renzi e altri leader hanno ipotizzato una «procedura di infrazione per i paesi che non hanno fatto la relocation». Secondo la stampa, tra gli strumenti di persuasione che potrebbero essere evocati ci sono misure legate ai fondi di coesione per il futuro, nel quadro della discussione del prossimo budget.

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23 agosto 2019

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