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​Vertice delle Americhe a Panamá

· ​Attesa per l’incontro tra Barack Obama e Raúl Castro ·

Tutto pronto a Panamá per il settimo vertice delle Americhe, che si apre domani. Un incontro che riunisce trentacinque capi di Stato e di Governo degli Stati del Continente per discutere su questioni di politica comune e concordare azioni a livello nazionale e regionale.

Su un cartellone il logo del vertice di Panamá (Reuters)

 La prima riunione avvenne nel 1994 a Miami. La democrazia è sempre stata un tema centrale nei diversi vertici. La crescita, lo sviluppo, la creazione di posti di lavoro, la povertà, l’ambiente, la sicurezza energetica, la discriminazione e la delinquenza, sono le altre questioni toccate con maggiore frequenza in questi summit.

A Panamá gli occhi saranno tutti puntati sui presidenti statunitense e cubano. E Barack Obama, in partenza stamane da Washington per fare prima tappa in Giamaica, arriva a Panamá con il vento in poppa, forte delle sue recenti e storiche aperture all’Avana, ma anche della sua politica sull’immigrazione e sulla lotta al narcotraffico, molto apprezzate in America Latina. In un certo senso, però, l’invitato d’onore sarà il presidente cubano, Raúl Castro, considerato che è la prima volta che Cuba partecipa a un vertice regionale dal 1962, quando gli Stati Uniti ne imposero l’espulsione dall’Osa, l’Organizzazione degli Stati americani. E oltre alla probabile stretta di mano tra Obama e Castro — che secondo quanto ha affermato la Casa Bianca avranno una «interazione» a margine del vertice, anche se non ci sono in agenda colloqui formali — in molti si aspettano anche l’annuncio che gli Stati Uniti toglieranno Cuba dalla loro “lista nera” dei Paesi che sponsorizzano il terrorismo. Una svolta che per gli analisti internazionali dovrebbe spianare la strada alla riapertura dell’ambasciata americana all’Avana e di quella cubana a Washington.

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17 luglio 2019

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