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Verso un’intesa sulla Siria

· Tra Mosca e Washington per la creazione di zone di sicurezza ·

I governi di Stati Uniti e Russia sono interessati a dialogare sulla possibilità di creare zone di sicurezza in Siria. Il ministro degli esteri russo, Serghiei Lavrov, è intervenuto ieri affermando che Mosca è pronta a lavorare sulla questione ed esige un chiarimento da parte di Washington.

Uno dei quartieri di Aleppo est quasi completamente distrutto dalle bombe (Ap)

Il capo della diplomazia russa ha sottolineato anche di gradire le proposte che gli Stati Uniti hanno formulato fino a questo momento. E si è detto «convinto che con Washington si riuscirà ad organizzare un confronto a pieno titolo» sulla Siria. Parole che gli analisti e i commentatori hanno interpretato come un’ammissione dell’esistenza di contatti diretti già adesso per una soluzione politica della crisi. La creazione di zone di sicurezza per i civili in Siria costituisce un elemento cruciale non solo per il processo di pace interno al paese arabo, ma anche per la gestione dell’emergenza immigrazione nel Mediterraneo e sulla rotta balcanica. In base all’ultimo rapporto delle Nazioni Unite, il conflitto armato ha costretto alla fuga un terzo dei cittadini siriani (31 per cento): 1,3 milioni di persone (il sei per cento della popolazione) hanno trovato rifugio nei paesi confinanti; 1,33 milioni (6,2) hanno temporaneamente abbandonato il paese; 3,92 milioni di persone (18,3) sono sfollate. Intanto, ad Aleppo si cerca di tornare alla normalità.

Nelle scorse settimane, l’Unicef ha contribuito alla riapertura di 23 scuole primarie nelle zone orientali di Aleppo, permettendo a circa 6500 bambini di tornare a studiare. L’agenzia dell’Onu ha fornito materiale scolastico, provvedendo anche alla formazione degli insegnanti e allo sviluppo di un programma di apprendimento rapido che permetta ai bambini sfollati di recuperare i mesi e gli anni di istruzione persi.

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17 luglio 2019

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