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Verso una nuova stretta
all’immigrazione negli Usa

· ​Nuovo piano messo a punto dall’amministrazione Trump ·

È attesa oggi presso la Casa Bianca la presentazione del piano per la revisione di parte del sistema di immigrazione negli Stati Uniti, fortemente voluta dal presidente Donald Trump. Stando alle dichiarazioni rilasciate da alcuni funzionari ieri a margine di un incontro preliminare, il nuovo piano imporrebbe ulteriori misure di sicurezza alla frontiera e aumenterebbe i requisiti di istruzione e le competenze richieste a coloro che sono intenzionati a migrare negli Stati Uniti.  

La proposta andrebbe, così, a modificare il sistema di immigrazione basato finora sui legami familiari e che, per decenni, ha consentito agli immigrati di portare con sé coniugi e figli. Il nuovo piano fornirebbe, però, sempre secondo le indiscrezioni, nuove opportunità agli immigrati che hanno specifiche competenze da offrire per lavorare negli Stati Uniti, a condizione che possano dimostrare la padronanza dell’inglese, il livello di istruzione e superare un esame di educazione civica. I funzionari hanno detto che l’obiettivo dovrebbe essere quello di ammettere nel paese gli immigrati che hanno più «possibilità di successo». Pochi dettagli sono stati forniti riguardo alla sicurezza delle frontiere, un punto focale per il presidente Trump in vista delle prossime elezioni presidenziali. Le prossime misure renderebbero i controlli più stringenti alla frontiera con il Messico, affinché siano accelerate le procedure di espulsione di migranti non in grado di presentare la documentazione richiesta. Il piano non menzionerebbe, invece, cosa fare riguardo ai milioni di immigrati che vivono nel paese illegalmente, come i giovani dreamers, oltre 700.000 migranti arrivati negli Usa quando erano minorenni e protetti dal «Deferred Action for Childhood Arrival Program» (Daca), introdotto dall’ex presidente Barack Obama nel 2012. Secondo Lisa Koop, direttrice dei servizi legali presso il National Immigrant Justice Center, il piano annunciato «costringe le famiglie a separarsi, limita l’accesso all’asilo e ad aiuti umanitari e non prevede un percorso di cittadinanza per i destinatari del Daca e altri membri della comunità privi di documenti» denunciandolo come «una trovata politica intesa a postulare piuttosto che a risolvere problemi».

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19 gennaio 2020

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