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Verso un accordo sul dossier nucleare iraniano

· Ottimismo al tavolo delle trattative in corso a Ginevra ·

Nelle prossime ore potrebbe esserci la tanto attesa svolta — dopo dieci anni di vane trattative — nel negoziato sul dossier nucleare iraniano tra i rappresentanti di Teheran e il gruppo cinque più uno (i Paesi membri permanenti del Consiglio di sicurezza dell’Onu: Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia, Russia e Cina; più la Germania).

Il segretario di Stato americano, John Kerry, è arrivato di buon mattino a Ginevra per partecipare in prima persona alla fase cruciale dei colloqui in corso da mercoledì. La scelta di raggiungere la città elvetica era stata fatta da Kerry dopo essersi consultato con l’alto rappresentante per la Politica estera e di sicurezza comune dell’Unione europea, Catherine Ashton,  che al tavolo negoziale con l’Iran coordina il gruppo cinque più uno.

Poco dopo la vice portavoce del dipartimento di Stato americano, Marie Harf, aveva spiegato che la partenza per la Svizzera era stata decisa «alla luce dei progressi compiuti» e «nella speranza che si giunga a un accordo» finale. Il capo della diplomazia di Washington è stato preceduto a Ginevra dal ministro degli Esteri russo, Serghiei Lavrov, arrivato per primo già ieri. Dopo un colloquio avuto in serata a Ginevra con l’omologo iraniano, Mohammad Javad Zarif, il ministro degli Esteri russo ha affermato,  secondo quanto riferito in un comunicato diffuso dal suo dicastero, che «per la prima volta in tanti anni il gruppo cinque più uno e l’Iran hanno la reale possibilità di arrivare a un accordo».

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22 luglio 2019

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