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​Verso nuove trivellazioni negli oceani

· Trump si appresta a varare un piano di concessioni per rilanciare il settore del petrolio e del gas ·

 L’amministrazione Trump si appresta ad annunciare il via libera alle trivellazioni per gas e petrolio in tutte le acque federali. Questo consentirà all’industria del settore di aver accesso ai giacimenti negli oceani Atlantico e Pacifico e nel Golfo del Messico, in zone che sono stati per decenni escluse dalle trivellazioni. A darne notizia è il «Wall Street Journal» che cita fonti dell’amministrazione.

Nel dettaglio, il dipartimento dell’interno — cui appartiene anche la competenza di proteggere e gestire le risorse naturali della nazione (inclusi parchi e foreste) e di supervisionare le attività di esplorazione su suolo pubblico — sta lavorando a un piano record di concessioni, nell’arco di cinque anni, per le attività di esplorazione ed estrazione offshore di petrolio e gas. La mossa chiama in causa gli oceani Pacifico e Atlantico, il mar Glaciale Artico e il Golfo del Messico. Tra il 2019 e il 2024 verrà offerto il novanta per cento circa dell’area offshore di competenza della nazione, la più grande di sempre. Con la precedente amministrazione Obama soltanto il sei per cento dell’area offshore sarebbe stata aperta a simili attività. Come detto, la mossa dell’amministrazione Trump permetterà ad aziende petrolifere ed energetiche di esplorare aree considerate intoccabili da decenni.

Gli esperti dicono che dalle acque dell’Alaska si potrebbero estrarre 24 miliardi di barili di petrolio e 104.000 miliardi di metri cubi di gas e molti politici locali vogliono le esplorazioni; anzi, hanno più volte chiesto di rovesciare le politiche attuate dall’amministrazione Obama. Ma le difficoltà sono tante: si tratta di aree remote con condizioni ambientali e climatiche proibitive, dove vivono specie protette, come balene e trichechi, e dove il costo dello sviluppo è altissimo mentre i prezzi del petrolio sono bassi. E la stessa cosa potrebbe dirsi per molte altre aree, non solo in Alaska, che sarebbero incluse nel progetto di Trump. Per non parlare del Golfo del Messico, dove è ancora vivo il ricordo del disastro ambientale provocato dall’incidente della British Petroleum nel 2010. 

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14 novembre 2018

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