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Verso la riconciliazione

· L’arcivescovo di Bangui elogia la comunità musulmana del Centrafrica ·

Bangui, 12. «Il Papa è venuto come pellegrino per invitarci alla pace. Ora noi dobbiamo farci pellegrini di pace nel nostro stesso Paese»: è quanto ha sottolineato monsignor Dieudonné Nzapalainga, arcivescovo di Bangui, capitale della Repubblica Centrafricana, spiegando il suo gesto di percorrere a piedi il quartiere musulmano pk5, dopo le tensioni dei giorni scorsi per l’esclusione, da parte della Corte costituzionale, della candidatura dell’ex presidente François Bozizé alle prossime elezioni del 27 dicembre.

Durante la visita, ha raccontato l’arcivescovo all’agenzia Fides, «ho fatto fermare l’auto e ho proseguito a piedi nel quartiere pk5 insieme ai giovani, in una carovana della pace, salutando coloro che incontravamo nel nostro passaggio. Dobbiamo far cadere il muro della paura e della diffidenza, per andare incontro all’altro, salutandolo e parlando con lui». La visita di Papa Francesco ha ridato fiducia alla gente e questo ha permesso la ripresa di alcune attività economiche.

«Ho camminato nel quartiere come pellegrino di pace — ha ricordato monsignor Nzapalainga — invitando gli uni e gli altri ad accogliersi e a perdonarsi e a ricostruire il Paese sulla base della riconciliazione, che possiamo tradurre nel termine della Misericordia che Papa Francesco è venuto a proporci».

A proposito della visita che il Santo Padre ha effettuato nel Paese, l’arcivescovo di Bangui ha sottolineato che «sono per primi i musulmani a dire “il Papa è venuto, vogliamo la pace, non vogliamo più la guerra”. Il Papa ha segnato profondamente la comunità musulmana. È significativo che i giovani del quartiere pk5 abbiano deposto le armi per parlare con i loro fratelli cristiani. Lo spirito che ci ha donato Papa Francesco continua dunque a soffiare sul Paese».

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19 settembre 2019

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