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Verso la pace in Sud Sudan

· Approvato da tutte le parti l’accordo finale ·

Il leader della ribellione sud sudanese Riek Machar ha approvato ieri l’accordo di pace con il governo per mettere fine alla sanguinosa guerra civile che da cinque anni infierisce sullo stato più giovane del mondo, nato nel 2011 dopo essersi separato dal Sudan. Lo ha annunciato a Khartoum il mediatore sudanese. L’accordo era già stato approvato da Juba e ieri Machar, così come altri rappresentanti di fazioni ribelli, ha siglato l’intesa.

Il testo prevede un governo di transizione, dove Machar tornerà a essere vicepresidente, con Salva Kiir sempre alla guida del paese. Secondo il documento, questo governo sarà composto da 35 ministri: venti del gruppo di Kiir; nove del gruppo di Machar; gli altri in rappresentanza dei gruppi rimanenti. Tra i 550 deputati al parlamento sudsudanese, 332 saranno del gruppo di Kiir e 128 del gruppo di Machar. «L’accordo di pace sarà ufficialmente firmato durante un vertice dell’Autorità intergovernativa per lo sviluppo», l’organizzazione degli stati dell’Africa orientale che da diversi mesi lavora al rilancio del processo di pace, ha indicato il capo della diplomazia sudanese Al Dirdiry Ahmed. La data del vertice sarà comunicata «fra poco», ha aggiunto il mediatore sudanese.

Ancora martedì Machar aveva rinviato la firma dell’accordo ritenendo che non erano state introdotte tutte le riserve espresse dall’opposizione. Secondo i responsabili sudanesi, i dubbi dell’opposizione riguardavano il processo costituente proposto dai mediatori e il numero degli stati previsti. Poi, l’altro ieri, dopo intensi negoziati condotti dal mediatore sudanese, il capo dei ribelli ha accettato il testo. Nei primi di agosto, dopo settimane di negoziati a Khartoum, il presidente sudsudanese e il leader dell’opposizione avevano già firmato un’intesa sul cessate il fuoco permanente e la condivisione del potere. Erano previsti il rientro in Sud Sudan di Machar, in esilio dall’agosto 2016, che avrebbe assunto la carica di vicepresidente nel futuro governo di unità nazionale, e nuovi negoziati in vista di un accordo finale.

Il Sud Sudan è teatro di una guerra civile dal 2013, quando Kiir accusò il suo vice di fomentare un colpo di stato. Il conflitto nel paese ha fatto decine di migliaia di morti e milioni di profughi.

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