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Verso la riforma del trattato di Dublino

· La presidenza bulgara dell’Ue presenta una proposta da votare entro giugno ·

La Bulgaria, che detiene la presidenza di turno dell’Unione europea, accelera sulla riforma del Trattato di Dublino in materia di richiedenti asilo. Sofia ha annunciato di voler fissare il dibattito a giugno, presentando una sua proposta di revisione con l’appoggio della commissione europea. Il Consiglio Ue sarà chiamato a decidere, a maggioranza qualificata, entro due settimane se accettare di votare su questa proposta a fine giugno. I bulgari vogliono trovare un accordo politico prima della fine del loro mandato. La presidenza infatti passerà prima all’Austria e poi alla Romania.

Nave colma di migranti nel Mediterraneo (Afp)

Il Trattato in discussione è il regolamento dell’Unione europea che stabilisce criteri e meccanismi per l’esame — e l’eventuale approvazione — di una domanda di protezione internazionale presentata da un cittadino di un paese terzo. Nasce dalle ceneri della Convenzione firmata nella capitale irlandese il 15 giugno 1990, ovvero dal primo trattato internazionale multilaterale firmato dagli allora dodici membri della Comunità europea per darsi regole comuni sull’asilo. In vigore nel 1997, è stato sostituito nel 2003 dal regolamento «Dublino ii». Una terza revisione — «Dublino iii» — è stata varata nel giugno 2013.

Negli ultimi cinque anni, è emerso in particolare il problema di rispettare la norma che vincola la richiesta di asilo al primo paese di ingresso, visti gli ingenti flussi su Italia, Grecia e Spagna. Sarà inoltre necessario trovare una linea comune sui parametri per il riconoscimento dello status di richiedente asilo, che al momento restano diversi tra i vari paesi Ue. Tra i principali elementi della proposta, l’aumento della «responsabilità stabile» per la procedura di ingresso del cittadino di un paese terzo, dagli attuali 12-18 mesi a 10 anni.

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