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Missione nella verità

· L’aula magna dell’Urbaniana intitolata a Benedetto XVI ·

«Un gesto di gratitudine per quanto come perito conciliare, con il suo insegnamento di docente, come prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, e, infine, con il suo prezioso magistero, ha fatto per la Chiesa». Con questa motivazione la Pontificia università urbaniana ha voluto dedicare la propria aula magna a Benedetto XVI. La cerimonia si è svolta stamane, martedì 21 ottobre, nel contesto dell’inaugurazione dell’anno accademico dell’ateneo, e ha visto la partecipazione dell’arcivescovo Georg Gänswein, prefetto della Casa Pontificia, che ha data lettura di un messaggio scritto per l’occasione dal Papa emerito, del quale il presule è segretario particolare.

Joseph Ratzinger, il primo in alto a sinistra, ripreso a Nemi nella foto ricordo della commissione delle missioni (primavera 1965)

Nel sottolineare la dimensione dell’«universalità» che si respira nella vità dell’Urbaniana, Benedetto XVI ricorda alla comunità accademica che la Chiesa «non ha mai riguardato un solo popolo o una sola cultura», ma sin dall’inizio è stata «destinata all’umanità». In questo senso, afferma, essa si fa strumento visibile di quella pace che Cristo ha promesso ai suoi discepoli e che oggi, «in un mondo dilaniato e violento, diventa sempre più urgente edificare e costruire».

Ma per realizzare questo obiettivo — si chiede Benedetto XVI — «davvero la missione è ancora attuale?» O non è preferibile piuttosto puntare sul dialogo tra le religioni, unite in un servizio «comune» alla causa della pace? La risposta, secondo Ratzinger, va ricercata senza perdere di vista la «questione della verità». Alla quale, afferma, non si può rinunciare in nome di un generico desiderio di «pace fra le religioni del mondo».

Nella successiva lectio magistralis il cardinale Fernando Filoni, prefetto della Congregazione per l’evangelizzazione dei popoli e gran cancelliere dell’ateneo, ha ringraziato Benedetto XVI, evidenziandone «l’altissima personalità spirituale, morale e intellettuale dell’uomo di Dio. Egli ha sempre coniugato — ha raccontato riferendosi alla sua personale esperienza — questi tre aspetti che lo elevavano ad alta considerazione, ma che mi davano garanzia, certezza e pace per quanto gli era sottoposto e decideva. E proprio sul rapporto tra Joseph Ratzinger e la dimensione missionaria della Chiesa, il cardinale Filoni ha incentrato la sua lunga e articolata riflessione. 

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15 dicembre 2019

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