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Verità chiarezza e misericordia

· L’arcivescovo presidente della Conferenza episcopale tedesca sul pontificato di Benedetto XVI ·

«In un certo senso tutta la Germania è stata partecipe dell’onore che toccò in sorte al cardinale Joseph Ratzinger, quando il 19 aprile 2005 i cardinali riuniti in conclave lo elessero vescovo di Roma e successore di Pietro. "Siamo Papa"si sentì dire in un misto di orgoglio e di gioia. Oggi, otto anni dopo, prevale il senso di profondo rispetto e riconoscenza, al quale però si mescola anche una certa malinconia. Un commiato è sempre doloroso, soprattutto quando si tratta di una persona conosciuta e stimata>. Si è aperta lunedì a Treviri con l’intervento dell’arcivescovo di Freisburg im Breisgau, Robert Zollitsch,  l’assemblea plenaria della Conferenza episcopale tedesca. Anche nell’omelia pronunciata nel corso della celebrazione all’inizio dei lavori, il presule, presidente dell’organismo episcopale, ha parlato della rinuncia di Benedetto XVI, esortando i fedeli ad alzare lo sguardo «verso l’alto, verso Gesù Cristo e i santi della carità. Per loro — ha detto — esisteva ed esiste una sola misura, la misura dell’amore». L’arcivescovo ha detto di pensare spesso al Papa in questi giorni e di essergli «molto grato per tante parole, gesti e incontri che mi uniscono a lui. Non soltanto per me personalmente ma per tutti i fedeli in Germania e nel mondo». L’Anno della Fede, ha aggiunto, «ci invita a essere coscienti della bellezza della fede che Papa Benedetto XVI instancabilmente ci ha mostrato».

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20 agosto 2019

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