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Ventitré civili uccisi in Siria

· Durante un raid nell’area di Damasco ·

Non conosce tregua la violenza nella regione di Damasco, dove ogni giorno si registrano raid e combattimenti che colpiscono soprattutto i civili. Ieri almeno 23 persone hanno perso la vita nell’area della capitale in un raid aereo attribuito dalla stampa alle forze armate russe.

Medici assistono un bambino ferito durante il bombardamento a Misraba nei pressi di Damasco (Afp)

Il Cremlino ha tuttavia negato qualsiasi responsabilità. Fonti della stampa locale e organizzazioni non governative siriane hanno reso noto che il raid ha colpito la piccola città di Misraba, già dilaniata dai combattimenti tra forze siriane e ribelli. Tra i morti, anche tre bambini e undici donne. Altre vittime sono state segnalate in alcuni quartieri di Damasco in scontri tra esercito e ribelli.

Dall’inizio della crisi nel 2011, in Siria hanno perso la vita oltre 340.000 persone, in base ai bilanci diffusi dalle Nazioni Unite. Secondo l’Osservatorio siriano per i diritti umani (voce dell’opposizione in esilio a Londra), almeno 10.204 civili — tra cui tra cui 281 bambini e 148 donne — sono stati uccisi in Siria nel 2017. Queste nuove violenze dimostrano un dato preoccupante, sottolineato da numerosi analisti: nonostante l’accordo di Astana tra Russia, Turchia e Iran, che stabiliva la costituzione di alcune aree di “de-escalation” (nelle quali era compresa anche l’area di Ghouta orientale, una ventina di chilometri dalla capitale siriana), i combattimenti vanno avanti, e addirittura sembrano crescere di intensità. Inoltre, va detto che nei giorni scorsi era circolata la notizia di un accordo tra ribelli e governo siriani per fermare gli scontri a Ghouta. Anche questa intesa, tuttavia, sembra essere rimasta sulla carta.

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16 ottobre 2019

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