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Ventisette arresti
per la strage all’aeroporto

· ​Proseguono le indagini anti-terrorismo in Turchia ·

La polizia turca ha arrestato ieri altre quattordici persone, tra le quali 11 cittadini stranieri, nell’ambito delle indagini sul sanguinoso attentato di martedì scorso all’aeroporto Atatürk di Istanbul. In totale, sono ora ventisette le persone tratte in arresto, dopo i tredici fermi effettuati giovedì nel corso di varie operazioni di polizia a Istanbul.

Il presidente turco  durante la commemorazione  delle vittime dell’attacco  all’aeroporto di Istanbul (Reuter)

Nell’attentato sono morte quarantacinque persone — ieri è deceduto in ospedale un bambino giordano di 4 anni — e altre 240 sono rimaste ferite. Secondo l’ufficio del governatore di Istanbul, restano ancora ricoverate cinquantadue persone, 20 delle quali in terapia intensiva. L’attentato non è ancora stato rivendicato, ma i sospetti ricadono su estremisti del cosiddetto Stato islamico (Is). I tre componenti del commando che hanno preso d’assalto lo scalo aeroportuale, hanno riferito le autorità turche, erano originari di Uzbekistan, Kyrgyzstan e Russia. Secondo quanto scrive il quotidiano filo-governativo «Sabah», sembra che i tre attentatori fossero intenzionati a prendere decine di ostaggi prima di farsi esplodere. Il giornale spiega che il piano sarebbe poi saltato a causa dei controlli della sicurezza. Un tribunale di Istanbul ha frattanto convalidato gli arresti dei primi tredici fermati, tra cui tre stranieri. Secondo le accuse, alcuni di loro avrebbero parlato al telefono con i tre attentatori suicidi il giorno prima del sanguinoso attacco. Le indagini proseguono a ritmo serrato. Intanto, rappresentanti diplomatici di ventidue Paesi in Turchia si sono recati all’aeroporto Atatürk per commemorare le vittime del terribile attacco suicida. La breve cerimonia è stata organizzata dal sindaco della municipalità di Bakirkoy, dove si trova lo scalo. I diplomatici hanno lasciato sul posto corone di fiori. Esposto anche uno striscione con la scritta: «Il terrorismo è un crimine contro l’umanità. Lo condanniamo».

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08 dicembre 2019

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