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Venticinque civili uccisi dai raid su Idlib

· L’Unicef teme per la sorte di oltre trecentocinquantamila bambini ·

Non conosce fine l’orrore in Siria. Un massiccio bombardamento è stato effettuato ieri dall’esercito del presidente siriano Assad nella zona di Idlib, nel nord della Siria, in mano ai ribelli. Il bilancio è drammatico: per l’agenzia turca Anadolu, si parla di almeno 25 civili uccisi. Secondo l’Osservatorio siriano per i diritti umani (voce dell’opposizione in esilio a Londra) i raid sono stati almeno cento. L’Onu aveva chiesto più volte una de-escalation delle violenze nell’area, esprimendo preoccupazione per la sorte dei civili.

Macerie e distruzione causate dai raid dell’esercito a Idlib (Afp)

Della situazione a Idlib hanno parlato ieri il presidente francese Emmanuel Macron e il presidente statunitense Donald Trump, in un colloquio telefonico. Ad annunciarlo è stato l’Eliseo, precisando che è stato il capo dello stato francese a sollecitare il colloquio per proseguire «gli scambi delle ultime settimane e preparare nuove consultazioni diplomatiche» in particolare sul dossier nucleare iraniano.

Da Brégançon, dove si trova in vacanza, Macron ha chiamato anche il presidente russo Vladimir Putin. Sulla Siria — stando a un comunicato del Cremlino — Putin «ha ribadito l’importanza per la comunità internazionale di continuare ad aiutare nella ricostruzione delle infrastrutture socio-economiche siriane nonché nel ritorno dei profughi nei loro luoghi di residenza permanente». Secondo il Cremlino, «nel corso dello scambio di opinioni sulla situazione attuale in Siria, i leader hanno valutato altamente l’operazione congiunta russo-francese condotta a luglio di quest’anno per fornire e distribuire aiuti umanitari alla popolazione della provincia siriana di Ghouta Est», una delle più colpite dai combattimenti.

Intanto, l’Unicef ha comunicato ieri che più di un milione di bambini siriani sono oggi «stremati dalla guerra, ma anche timorosi dell’incertezza, della violenza e di ulteriori sfollamenti».

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