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Venti milioni di persone
a rischio

· Nella regione africana del Lago Ciad ·

Nella regione del Sahel del Lago Ciad, che comprende Ciad, Camerun, Nigeria e Niger, afflitta dal terrorismo di Boko Haram e da una profonda crisi economica e sociale, oltre venti milioni di persone hanno bisogno di assistenza umanitaria. Una situazione che appare ancora più allarmante di quanto ci si poteva attendere in tutte le sue dimensioni: umanitaria, sociale e di sicurezza. Lo ha reso noto ieri da New York il consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, che ha tenuto una riunione sugli esiti della missione compiuta dai Quindici nella regione africana dal 1° al 7 marzo scorsi.

Campo profughi nel nord della Nigeria (Ap)

Nel corso della riunione è stata ricordata la Conferenza di Oslo, in febbraio, dove molti stati si sono impegnati a sostenere l’azione umanitaria. Durante la missione nel Sahel, si è potuto osservare il forte impegno dei governi locali nella lotta contro il terrorismo e i passi avanti compiuti sul piano della sicurezza, anche grazie al sostegno internazionale. Rimane però alta la preoccupazione del consiglio di sicurezza per le numerose reti di traffici illegali che operano nella regione, e per i legami tra i terroristi di Boko Haram e il crimine transnazionale organizzato.

Gli esperti dell’Onu hanno aggiunto che è necessario affrontare con determinazione ogni tipo di tratta, con particolare riferimento a quella di esseri umani, attraverso una più ampia prospettiva regionale che comprenda tutto Sahel.

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