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Vent’anni di prime pagine

La prima pagina del quotidiano spagnolo del 6 novembre 2018

Le prime pagine si sovrappongono. Una dopo l’altra. L’attentato alle Torri gemelle. Quelli dell’11 marzo 2004 a Madrid. La fine dell’Eta. Lo tsunami in Giappone. Il terremoto ad Haiti. L’elezione di Obama. La sorpresa di Trump. La questione catalana. La morte di Giovanni Paolo II. La rinuncia di Benedetto XVI. L’arrivo di Francesco. La Spagna, campione del mondo di calcio. Solo alcuni istanti per ogni immagine plasmata su carta. Una dopo l’altra, per i due decenni di vita che il quotidiano madrileno «La Razón» ha festeggiato il 5 novembre, con una nuova prima pagina, che ha avuto come protagonisti i reali di Spagna, Filippo vi e Letizia, che hanno partecipato alla festa del giornale più giovane del paese, accolti da José Creuheras, presidente del Grupo Planeta, da Mauricio Casals e Joaquín Parera, presidente e vicepresidente della Razón, da Santiago Barreno, presidente del consiglio di amministrazione, e da Paco Marhuenda, direttore del quotidiano.

Quando il 5 novembre 1998 usciva per la prima volta nelle edicole, non erano in pochi a pronosticare un futuro modesto per un giornale che doveva farsi spazio tra altre testate ben più antiche e l’emergere della rete. Oggi «La Razón» non solo è maggiorenne, ma compie vent’anni forgiati dall’informazione, dall’analisi e dall’opinione. Secondo una linea editoriale che non ha nascosto i suoi principi: la Costituzione, la difesa dei diritti umani e delle libertà, la monarchia parlamentare, l’unità della Spagna. E l’ispirazione cristiana, come riflette il fatto che dal 27 dicembre 2009 il quotidiano distribuisce ogni domenica gratuitamente l’edizione settimanale in spagnolo dell’Osservatore Romano, che per la prima volta in Spagna veniva diffuso su carta e in rete, grazie a un grande quotidiano nazionale.

È stata forse questa difesa cordiale ma senza complessi dei valori democratici a permettere al giornale di sopravvivere agli alti e bassi di un mondo in mutamento e di acquistare quella credibilità agli occhi dei lettori e dell’opinione pubblica che si è tradotta in una festa a porte aperte, un incontro tra persone magari agli antipodi per pensiero politico, ma unite in quel foro giornalistico. In pochi metri di distanza si muovevano infatti il presidente socialista del governo, Pedro Sánchez, con cinque suoi ministri, Pablo Casado, il leader popolare all’opposizione, e quello di Podemos, Pablo Iglesias. Accanto a loro, vari volti della vita economica, sociale, politica e sportiva del paese. E anche di quella religiosa, con la presenza del segretario generale della conferenza episcopale José María Gil Tamayo, dell’ordinario militare, arcivescovo Juan del Río, e di quello emerito di Siviglia, il cardinale Carlos Amigo. «La Razón» si lascia dietro questi primi vent’anni per iniziare oggi, con una nuova prima pagina, il suo ventunesimo anno.

da Madrid José Beltrán

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