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Venezuela sull’orlo del baratro

· Dodici morti negli scontri a Caracas tra manifestanti e forze dell’ordine ·

Aumenta l’instabilità e le aziende abbandonano il paese

Caracas, 22. Il Venezuela è sull’orlo del baratro dopo l’ennesima notte di violenze. Questa volta il bilancio è pesante: dodici morti in poche ore negli scontri tra i manifestanti dell’opposizione e le forze dell’ordine, la guardia nazionale e i gruppi paramilitari, i cosiddetti colectivos, legati al governo del presidente Nicolás Maduro.

Un manifestante ferito a Caracas (Reuters)

Il bilancio delle vittime degli scontri è stato dato in prima battuta da vari giornali e poi confermato dalle autorità. L’opposizione ha deciso di marciare a oltranza per ottenere elezioni generali anticipate al più presto. Stando ai media locali, undici persone hanno perso la vita in una zona commerciale di El Valle, nel sud della capitale: otto sono morte fulminate mentre cercavano di saccheggiare un forno, le altre tre sono state uccise da spari di arma da fuoco. Tuttavia, questa versione è contestata da numerosi esponenti dell’opposizione che attaccano il governo e i suoi sostenitori. Il deputato chavista Freddy Bernal ha detto che «dirigenti dell’opposizione, alleati con bande criminali, hanno saccheggiato negozi a El Valle», ma l’opposizione ha respinto l’accusa.

Il sindaco di Sucre, nella periferia nord di Caracas, Carlos Ocariz, ha informato che Melvin Guaitan, «un semplice lavoratore» è stato ucciso ieri notte da uno colpo d’arma da fuoco «durante una protesta all’ingresso del Barrio 5 de julio», un quartiere popolare della località.

I manifestanti dell’opposizione contestano i metodi usati dal governo, che accusano di violare la costituzione e voler esautorare il parlamento. Maduro, dal canto suo, ha annunciato di voler tenere presto le elezioni e di star cercando un modo pacifico per risolvere le tensioni nel paese.

I vescovi venezuelani hanno lanciato ieri un nuovo appello al dialogo chiedendo «il rispetto dei diritti di tutti i cittadini». Per oggi è stata convocata una “via lucis» a Caracas per rispondere pacificamente alle violenze.

Ad alimentare le tensioni c’è anche la pesantissima crisi economica che sta colpendo il Venezuela, con importanti industrie straniere che stanno abbandonando il paese. Ieri la General Motors ha annunciato la sospensione di tutte le attività dopo lo stop imposto alle attività di uno stabilimento dell’azienda dal tribunale di Zulia.

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