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Venezuela sull’orlo del baratro

· Tensione altissima nel giorno dello sciopero generale ·

L’opposizione venezuelana della Mesa de la Unidad Democrática (Mud, coalizione antichavista) ha convocato per oggi uno sciopero generale di dodici ore per rilanciare la protesta contro il governo del presidente Nicolás Maduro. Basta la nuda cronaca a far capire il livello di tensione e di violenza che il paese, sempre più povero, deve affrontare. L’opposizione ha organizzato ieri diverse marce di protesta. 

Proteste a Caracas (Reuters)

In particolare, durante una manifestazione alla periferia di Caracas, sono scoppiati scontri tra dimostranti e polizia, e un agente è morto. Altre 140 persone sono state ferite. Violenze si sono verificate anche in altre città al di fuori della capitale. Il Mud ha annunciato per la prossima settimana una grande marcia verso il palazzo presidenziale a Caracas.

Alla vigilia dello sciopero generale, il ministro della Difesa, Vladimir Padrino López, ha detto che «non tollererà alcun tipo di cospirazione» e ha minacciato di «far occupare dall’esercito le aziende che prenderanno parte allo sciopero». Le forze armate hanno assicurato il loro sostegno al presidente.

Il nodo dello scontro è tutto politico. Gli antichavisti, che controllano il parlamento, accusano il presidente Maduro di una serie di misure anticostituzionali che avrebbero nuociuto alla stabilità istituzionale ed economica del paese. Sostanzialmente le stesse accuse sono formulate anche dai sostenitori di Maduro, secondo cui l’opposizione sta cercando di attuare un «golpe parlamentare».

Due giorni fa il Mud ha approvato in parlamento una mozione che mette sotto processo Maduro, chiedendogli di venire ai aula per rispondere a una serie di domande. Una mossa arrivata al terme di due settimane tesissime: prima il Consiglio nazionale elettorale (Cne) ha annunciato che le elezioni amministrative, per rinnovare i governatori delle regioni e le autorità comunali, sono state spostate alla fine del primo semestre 2017; pochi giorni dopo il Tribunale supremo di giustizia (Tsj) ha sospeso a tempo indeterminato la raccolta di firme necessarie alla convocazione del referendum per revocare il mandato del presidente Maduro, uno strumento previsto dalla Costituzione e voluto dall’opposizione.

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18 giugno 2019

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