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Venezuela
senza pace

· ​Ventisei i morti negli scontri ·

Scontri tra manifestanti e polizia a San Cristóbal (Afp)

Il Venezuela è sempre più sull’orlo di una crisi senza precedenti. Il bilancio dei morti dei disordini cresce di giorno in giorno, e ormai i media parlano apertamente di “caos” o “anticamera della guerra civile”. Sono 26 i morti dall’inizio delle proteste antigovernative iniziate lo scorso 4 aprile. Le ultime quattro vittime si sono registrate ieri a Mérida, nell’ovest del paese, dove gruppi armati, i cosiddetti colectivos, hanno attaccato un raduno dell’opposizione e un palazzo da cui venivano scanditi slogan contro il presidente Nicolás Maduro. A confermare il bilancio è stato il procuratore generale, Luisa Ortega Diaz, che ha denunciato anche molti casi di arresti irregolari, come i 38 oppositori fermati dalla guardia nazionale nello stato di Nueva Esparta, che comprende le isole al largo del mare Caraibico. Arresti, ha precisato il procuratore, per i quali non è stato redatto alcun verbale che spiegasse il reato. Il procuratore — che molti vedono come una possibile mediatrice dopo la sua decisione di bloccare l’iniziativa della Corte suprema volta a esautorare il parlamento — ha invitato le forze dell’ordine al rispetto delle procedure, limitando il ricorso alla custodia cautelare. La sensazione diffusa, secondo gli analisti, è che ormai la situazione sia sfuggita al controllo del governo e delle forze armate. L’opposizione, che controlla il parlamento monocamerale di Caracas, ha deciso di organizzare manifestazioni a oltranza: anche per oggi ci si attende un grande corteo nella capitale e nelle altre principali città del paese. Maduro ha promesso elezioni al più presto, ma una data ancora non c’è. Le forze armate hanno confermato «la loro incondizionata lealtà» al presidente, ma — dicono i media — il malcontento tra i militari sta crescendo. E anche sul piano internazionale, la tensione è altissima: ieri il governo ha fatto sapere che il Venezuela si ritirerà dall’organizzazione degli stati americani (Osa) se questa convocherà una riunione dei ministri degli esteri senza l’avallo di Caracas. La sessione, la quinta dell’Osa sul Venezuela in appena un mese, è stata richiesta da 16 dei suoi 34 membri, «considerata la crescente preoccupazione» sulla situazione nel paese. 

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19 settembre 2019

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