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Venezuela
sempre più nel caos

· ​Decretato lo stato d’emergenza mentre Washington ritira tutto il personale diplomatico ·

Il Parlamento venezuelano ha dichiarato ieri lo stato d’emergenza in considerazione del protrarsi del blackout che da giovedì scorso ha colpito il paese. Questo mentre il presidente della stessa assemblea e leader dell’opposizione Juan Guaidó è tornato a chiedere ai venezuelani di scendere in piazza oggi alle 15 in ogni angolo del Venezuela e il segretario di Stato americano Mike Pompeo ha annunciato il ritiro dal paese di tutto il personale diplomatico ancora rimasto.

Con il blackout anche l’approvvigionamento di acqua è diventato problematico (Foto AFP)

Nicolás Maduro tuttavia mostra di non voler fare passi indietro e anzi in risposta al suo oppositore ha rivolto un appello alla «resistenza attiva» contro gli attacchi che a suo dire sono orchestrati dagli Stati Uniti per colpire la rete elettrica e preparare così un intervento militare. «Faccio appello — ha detto Maduro in un messaggio televisivo — a tutti i poteri sociali e popolari». E ha menzionato anche i «colectivos», i gruppi di cittadini impegnati formalmente in opere sociali ma accusati spesso di azioni violente proprie di una milizia. Secondo Maduro, gli attacchi al sistema elettrico nascondono la volontà degli Stati Uniti di portare la popolazione alla disperazione, al fine di fare entrare a forza nel paese aiuti umanitari, dietro i quali si nasconderebbe il tentativo di introdurre personale e mezzi militari.

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16 dicembre 2019

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