Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Venezuela
sempre più diviso

· L’opposizione rifiuta la ripresa del dialogo con Maduro ·

Il leader dell’opposizione Henrique Capriles (Ap)

L’opposizione venezuelana ha rifiutato oggi la ripresa del dialogo con il governo del presidente, Nicolás Maduro, dopo il congelamento dei colloqui avvenuto a dicembre. «Il dialogo non può essere concepito come una farsa, un modo per fare perdere tempo al paese», ha dichiarato nel corso di una trasmissione radiofonica Jesús Torrealba, uno dei dirigenti della coalizione di opposizione del Tavolo per l’unità democratica (Mud). Un nuovo incontro era stato fissato dal governo per il 13 gennaio, ma la distanza tra le due parti sembra essere sempre più ampia. A dicembre, il Mud aveva congelato i negoziati, organizzati con la mediazione della Santa Sede, esigendo la liberazione di diversi oppositori politici ed elezioni anticipate (le prossime presidenziali sono previste a dicembre del 2018) per favorire il ricambio alla guida del paese sudamericano, dove è in atto una pesantissima crisi economica e scarseggiano i generi di prima necessità. Una richiesta, quella di un nuovo voto, già dichiarata incostituzionale dalla Corte suprema, ma che evidenzia ancora una volta l’aspro scontro tra parlamento, in mano all’opposizione antichavista, e presidenza. La Corte suprema — ricordano gli analisti politici — è invece dominata da giudici chavisti. Riguardo alla grave crisi economica che attanaglia il Venezuela, Maduro ha tentato nei giorni scorsi una misura compensatoria, annunciando l’aumento del 50 per cento del salario minimo, portandolo all’equivalente di circa 60 dollari al mese.

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

23 marzo 2019

NOTIZIE CORRELATE