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Venezuela:
il Gruppo di Lima
torna a chiedere
la rimozione di Maduro

· Dopo il blackout l’energia elettrica sta tornando progressivamente in quasi tutto il paese ·

Mentre l’energia elettrica sta lentamente tornando in quasi tutti gli stati venezuelani coinvolti dall’ultimo blackout, si è tenuta a Buenos Aires la quindicesima riunione del Gruppo di Lima, che riunisce paesi fortemente critici nei confronti del governo di Maduro. Il vertice di ieri, cui ha preso parte anche una delegazione dell’opposizione venezuelana, si è concluso con la firma di una dichiarazione nella quale si è ribadito il sostegno al leader della stessa opposizione, Juan Guaidó. Secondo il documento la crisi in cui da mesi si trova il Venezuela, «minaccia la pace e la sicurezza regionale».

Manifestazioni ieri a Caracas (Ap)

L’attuale situazione è stata definita dal ministro degli esteri argentino, Jorge Faurié, che ha condiviso con l’omologo peruviano, Néstor Popolizio, il seggio della presidenza di questa quindicesima riunione, «l’episodio più traumatico dal punto di vista istituzionale e della pace» avvenuto in America latina nel corso degli ultimi decenni. «Dobbiamo fare un grande sforzo per garantire che il ripristino dell’ordine democratico in Venezuela sia raggiunto attraverso la convocazione di elezioni», ha continuato Faurié nel suo intervento tenuto di fronte ai rappresentanti di 16 paesi e al consigliere speciale dell’Unione europea per il Venezuela, Enrique Iglesias.

Faurié ha affrontato il tema delle violazioni dei diritti umani: «In Venezuela ci sono molti prigionieri politici, e molte persone vengono torturate. Ci sono persone che stanno pagando con il loro sangue in Venezuela. Non possiamo permettere che la libertà venga colpita», ha dichiarato il ministro argentino.

Sulla stessa linea si era già schierato lo stesso Popolizio, che aveva parlato, nel discorso inaugurale del vertice, dell’importanza di creare un piano di aiuti internazionali, immediatamente dopo la necessaria deposizione dell’attuale governo e l’instaurazione di una nuova democrazia. «È necessario che la cooperazione internazionale promuova una rapida soluzione alla crisi attraverso aiuti economici in modo che il Venezuela superi la gravissima situazione in cui versa» ha detto il ministro degli esteri peruviano.

Durante la riunione di ieri, è stato trasmesso anche un videomessaggio di Juan Guaidó, il quale ha ringraziato l’intera assemblea per «tutti gli sforzi che i paesi del Gruppo di Lima stanno facendo anche per accogliere i venezuelani».

Auspicando «un’ampia partecipazione alla Conferenza internazionale per la democrazia in Venezuela» che si terrà il 6 agosto prossimo a Lima, i firmatari della dichiarazione si sono poi accordati per prendere contatto con «attori internazionali rilevanti, come il Gruppo internazionale di contatto (Gic) della Ue e i paesi del Caricom (Comunità caraibica)», al fine di garantire il successo dell’iniziativa. Nella dichiarazione finale, il blocco ha inoltre confermato la decisione di consegnare il rapporto sul Venezuela redatto dall’Alto commissario dell’Onu per i diritti umani, Michelle Bachelet, all’ufficio dei procuratori della Corte penale internazionale, affinché essi ne tengano conto nell’ambito dei procedimenti già in atto dopo la richiesta di indagini sulle presunte violazioni commesse dal governo di Maduro, presentata da vari paesi. 

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10 dicembre 2019

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