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Venerdì di sangue
al confine tra Israele e Gaza

· Raid israeliani dopo il lancio di razzi e dopo gli scontri nei quali sono morti cinque palestinesi ·

Raid israeliani contro obiettivi nella striscia di Gaza (Afp)

Feriti, morti e violenze nell’ennesimo venerdì di sangue al confine tra Israele e la striscia di Gaza. Dopo gli scontri nel pomeriggio tra manifestanti palestinesi e soldati israeliani — cinque le vittime palestinesi — in serata dalla Striscia sono stati lanciati verso località israeliane oltre trenta razzi: dieci sono stati intercettati dai sistemi di difesa Iron Dome, mentre gli altri sono caduti in zone aperte, senza causare vittime né danni materiali. In rappresaglia, l’aviazione israeliana ha condotto nella notte un attacco su vasta scala nella Striscia, colpendo ottanta «siti terroristici». Questa mattina la Jihad islamica ha rivendicato la responsabilità degli attacchi con razzi. Il gruppo ha avvertito Israele che «se gli attacchi dell’aviazione non cesseranno i miliziani sono in grado di colpire ancora più in profondità». Da parte sua, un portavoce militare israeliano ha precisato che fra gli obiettivi colpiti la scorsa notte nella Striscia c’è anche uno dei quartier generali dei miliziani di Hamas, un palazzo di quattro piani situato nel rione Daraj nella città di Gaza. Le manifestazioni del pomeriggio al confine sono state organizzate da Hamas. Circa 16.000 «facinorosi» — riportano i media israeliani — hanno lanciato contro i soldati «granate, bottiglie incendiarie e sassi» e in due occasioni si sono infiltrati in territorio israeliano oltre la barriera difensiva. Da parte loro, ha aggiunto il portavoce, elicotteri militari hanno attaccato tre postazioni militari di Hamas a nord di Gaza. Oltre 170 i feriti palestinesi. Negli ultimi giorni Israele aveva autorizzato l’entrata nella Striscia di ingenti quantità di combustibile finanziato dal Qatar per consentire alla centrale elettrica locale di riprendere le attività a pieno ritmo. Questa iniziativa, finalizzata al ripristino della calma sul confine, era stata realizzata con la mediazione del governo egiziano.

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