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Venerdì di protesta nel mondo islamico

· Morti e feriti nei gravi disordini scoppiati in Pakistan ·

Condanna dell’incitamento all’odio religioso, rispetto della libertà di espressione ma anche di tutte le fedi. E’ quanto afferma una nota congiunta di Lega araba, Unione africana, Unione europea e e Conferenza islamica che condanna i recenti atti di violenza. Ma nonostante le esortazioni alla calma, alla tolleranza  e a evitare le violenze, giunte dai leader di numerosi Paesi,  le proteste oggi — nel secondo venerdì di preghiera dopo la messa in rete del film Innocence of Muslims — sono iniziate in Pakistan.  A Islamabad e nella città gemella di Rawalpindi si sono svolte violente manifestazioni: cortei hanno cercato di sfondare il cordone di sicurezza e marciare verso il centro dove si trova l’area diplomatica, ma sono  stati bloccati dalle forze di sicurezza con uso di gas lacrimogeni. I dimostranti hanno bruciato diverse auto e divelto la segnaletica stradale.  Nei violenti disordini si contano decine di feriti. Un poliziotto è stato ucciso dopo che manifestanti hanno sparato a Karachi, la città più popolosa del Pakistan.  Due cinema sono stati incendiati a Peshawar, nel nord ovest del Paese, dove una persona è morta e altre 15 sono rimaste ferite. Manifestazioni si registrano anche in Malaysia, Indonesia  e Afghanistan.

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22 settembre 2019

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